La protesta degli ausiliari dell’Asp: «L’azienda ci assuma a tempo pieno»

Una nutrita delegazione di ausiliari specializzati ha inscenato questa mattina una ferma mobilitazione davanti all’ingresso e negli uffici dell’azienda. «Si sperperano risorse in nuovi concorsi nonostante il personale sia stato già riqualificato» hanno detto

Una nutrita delegazione di ausiliari specializzati ha inscenato questa mattina una ferma mobilitazione davanti all’ingresso e negli uffici dell’azienda. «Si sperperano risorse in nuovi concorsi nonostante il personale sia stato già riqualificato» hanno detto

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La protesta all'Asp di Vibo
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Si sono ritrovati questa mattina di buon ora davanti ai cancelli dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. Sono i 59 lavoratori ausiliari specializzati della stessa Asp che hanno protestato contro le scelte operate dallo stesso Ente in materia di personale e che li vedrebbero fortemente penalizzati.

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«Nonostante prestiamo servizio da oltre un decennio in forma di part-time – è la loro denuncia – l’azienda ha ritenuto di sperperare soldi pubblici indicendo un nuovo concorso, inutile o forse utile a loro, benché abbia già investito centinaia di migliaia di euro per riqualificare il personale. Si pensi che noi stessi abbiamo ottenuto la qualifica di Oss».

Quindi la richiesta di un «aumento delle ore lavorative e di un passaggio da una contrattualizzazione part-time ad una full-time come altre aziende sanitarie più serie che, osservando la legge, hanno riqualificato il loro personale interno senza dover ricorrere ad ulteriori innesti nella pianta organica. Ora basta – reclamano infine -, continueremo la nostra battaglia ad oltranza poiché siamo in possesso di tutti i requisiti di legge. È un nostro diritto».

Si tratta, nella maggior parte dei casi, di «lavoratori provenienti da famiglie monoreddito che devono tirare avanti con poco più di 600 euro al mese e con un’età media di 50 anni. Per questo diciamo con forza “no” a nuovi bandi ma “si” all’utilizzo di personale interno che possiede già i requisiti richiesti. La nostra battaglia – assicurano infine – andrà avanti finché non otterremo risposte dall’azienda e dal direttore generale Caligiuri».