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Sviluppo dal basso, a Sant’Onofrio nasce la prima Cooperativa di comunità

Oltre 70 cittadini si sono messi insieme nell’intento di stimolare buone prassi di crescita economica e sociale sulla base di principi etici ben precisi. Un’esperienza che ha incassato il placet dell’amministrazione comunale

Sviluppo dal basso, a Sant’Onofrio nasce la prima Cooperativa di comunità

Il 12 ottobre 2016 ha segnato un’importante giorno per la comunità di Sant’Onofrio. In tale date è stata infatti costituita la Cooperativa Sociale di Comunità “Sant’Onofrio 3.0” Onlus ai sensi della Legge n. 381/91 (in forma societaria Spa) in sigla S3C (S=Sant’Onofrio, 3=3.0, C=Comunità).

«L’idea nata dalla volontà di oltre 70 cittadini – si legge in una nota -, si è concretizzata con la conseguente costituzione, che vuole essere un “concentratore” capace di attivare e valorizzare il territorio e le potenzialità culturali della comunità e le maestranze già presenti all’interno del comprensorio perché la vera cooperazione è quella che nasce dal basso, dalla conoscenza dei territori e dalla voglia delle persone di condividere esigenze, esperienze, idee, opportunità e riscatto sociale. La crisi che stiamo vivendo impone un ripensamento del modello di sviluppo, così come lo abbiamo inteso fino ad oggi (improntato sull’individualismo, sulla centralizzazione dell’impresa e dei servizi, sull’uso indiscriminato delle risorse naturali) e una riconsiderazione degli attuali valori etici».

Per i promotori «occorre pensare a una società che rafforzi l’equità, la coesione sociale e apra opportunità per le giovani generazioni; veda protagonisti le persone e la comunità; partecipi direttamente alla gestione e soluzione dei beni comuni; orienti la propria economia verso uno sviluppo sostenibile; modifichi il sistema di valori e punti sulla volontà delle persone; valorizzi i beni comuni e strategici per la comunità; recuperi l’esistente con l’obiettivo di creare un modello di sviluppo auto-sostenibile in termini di miglioramento ambientale e progresso socio economico locale; guardi alla nascita di una “nuova modernità” basata sulla cittadinanza produttiva, l’integrazione sociale e una maggiore responsabilità verso i problemi energetici e ambientali; crei spazi pubblici facilmente accessibili, sicuri e attrattivi, in grado di favorire le relazioni sociali, una maggiore mescolanza di funzioni tra loro compatibili e la possibile «creazione di un sistema di spazi pubblici aperti»; rafforzi il “capitale relazionale”, dato dall’importanza delle interazioni e dall’appartenenza a reti sociali; guardi alla Cooperativa di comunità “Sant’Onofrio 3.0” come elemento aggregante per risolvere problemi e bisogni comuni, che non si approprino degli utili realizzati, ma li lascino nell’impresa per le generazioni future».

La S3C si propone inoltre di «inventare nuovi modi di gestire, conservare, valorizzare e promuovere le eccellenze del territorio santonofrese e limitrofo, coinvolgendo tutte le comunità nella condivisione delle idee, della progettazione e delle decisioni finali, creando ove possibile occasioni di lavoro per tutti i cittadini e nuove opportunità per restare a costruire insieme, in Calabria, un domani più sicuro, senza dover andare via. Importanti sono da valutare gli strumenti regionali ed europei e buone prassi. Si può avviare un effetto moltiplicatore per la crescita dell’economia delle aree interne – insistono i promotori -. Il ruolo della cooperazione in questo momento storico sarà sprone e opportunità per lo sviluppo delle aree interne e per il recupero di imprese in difficoltà e crediamo che il nostro progetto possa essere di supporto all’adeguamento della legge regionale sulla cooperazione in particolare sulle cooperative di comunità (come già fatto in 5 Regioni italiane). La S3C può rappresentare quell’iniezione di strumenti più vicini ai cittadini per farli sentire protagonisti e capaci di incidere maggiormente alla crescita economica e sociale del proprio territorio con un “occhio” di riguardo verso le categorie dei giovani, dei lavoratori, dei soggetti svantaggiati».

In un percorso ideale di servizio al territorio il progetto della cooperativa sociale è stato presentato nei giorni scorsi nel Municipio al sindaco Onofrio Maragò. Il sindaco ha espresso la sua stima per la “Sant’Onofrio 3.0” e la volontà d’ impegno per il territorio, e ha sottolineato l’importanza delle cooperative sociali, «anche perché nel programma amministrativo si fa ampio riferimento alla rigenerazione della comunità attraverso le forme associative», e del ruolo che svolgono e piena collaborazione affinché si raggiungano gli obiettivo preposti. Nei prossimi giorni sarà organizzato un incontro pubblico per far conoscere all’intera comunità santonofrese questa importante iniziativa e darà modo a quanti lo desidereranno di aderire, al fine di dar forza e incisività maggiore a quanto ci ripromettiamo di fare nel bene della Comunità.

«S3C nasce, dunque – afferma in conclusione il presidente Francesco Carchedi -, con tanto entusiasmo e le migliori condizioni intorno, con la speranza che tutti gli attori pubblici e privati pronti a cooperare per lo sviluppo e, soprattutto, con il calore dei cittadini che hanno già aderito e che aderiranno».

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