Lo stabilimento di Vibo Marina escluso dalla vertenza Italcementi, Patania furioso

Il sindacalista dello Slai Cobas accusa la classe politica di disinteresse sulla condizione dei lavoratori vibonesi e assicura: «Faremo sentire la nostra voce al tavolo regionale del 15 dicembre»

Il sindacalista dello Slai Cobas accusa la classe politica di disinteresse sulla condizione dei lavoratori vibonesi e assicura: «Faremo sentire la nostra voce al tavolo regionale del 15 dicembre»

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Una manifestazione sindacale davanti ai cancelli del cementificio
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«La notizia che la Regione Calabria con in testa il suo presidente Oliverio ha avviato un tavolo di trattative con l’Heidelberg Cement (Italcementi), convocando un tavolo negoziale per il 15 dicembre con i vertici tedeschi solo per lo stabilimento di Castrovillari estromettendo di fatto la vertenza di Vibo Marina, dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, la pochezza politica dei rappresentanti vibonesi, in primis l’onorevole Censore impegnato a portare in processione a Vibo Valentia ministri e sottosegretari del governo Renzi per sostenere il sì al Referendum, non capendo che i lavoratori vibonesi ormai sono alla fame e che i lavoratori Italcementi, dopo una battaglia estenuante, collocati in mobilità, sono stati abbandonati al loro destino senza un lavoro e senza un futuro».

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È questa la posizione di Giovanni Patania, sindacalista dello Slai Cobas ed ex dipendente della cementeria vibonese, in relazione all’estromissione della vertenza vibonese dal tavolo di trattativa con l’azienda.
Patania ne ha per tutti. Non solo per Censore ma anche per il presidente della Regione Oliverio e per il sindaco della città Elio Costa. «Il loro avvento – spiega – doveva rappresentare la svolta sul rilancio occupazionale di Vibo Valentia, ma sia l’uno sia l’altro sono accomunati dall’incapacità politica di intendere e volere. Ricordo al sindaco Elio Costa – prosegue – che dopo un incontro avuto con lo stesso insieme alla Filca-Cisl aveva preso l’impegno di convocare un tavolo con i vertici aziendali per discutere della vertenza in questione, ma in questi mesi anch’esso è stato folgorato sulla via di Damasco dedicandosi al referendum sponsorizzando il “Sì” e abbandonando, di fatto, le istanze del territorio».

Patania si chiede quindi polemicamente «perché, senza lavoro da tre anni, non dovrei rivolgermi alla criminalità organizzata per cercare un lavoro giacché quella politica incapace e insensibile che rappresenta lo Stato, oltre ad essere assente, abbandona i lavoratori al loro destino e dunque posso affermare senza ombra di dubbio che la criminalità organizzata ti dà un lavoro lo Stato te lo toglie».

Patania conclude assicurando: «faremo sentire la nostra voce affinché al tavolo regionale del 15 dicembre vengano convocati anche i lavoratori dello stabilimento di Vibo Marina e che il sindaco batta un colpo affinché dia voce alla nostra vertenza. Invito infine i consiglieri comunali a presentare un ordine del giorno affinché impegni l’amministrazione comunale a prendere una posizione e a schierarsi a difesa del lavoro e dei lavoratori vibonesi».