La filiera della mandorla nuova opportunità per le imprese vibonesi

A Joppolo il primo incontro territoriale di promozione del nuovo bando del Gal
A Joppolo il primo incontro territoriale di promozione del nuovo bando del Gal
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Interessanti spunti per un concreto progetto di sviluppo sono emersi venerdì a Joppolo, discutendo delle opportunità offerte dalla filiera della mandorla durante il primo incontro territoriale di presentazione del nuovo bando del Gal “Terre Vibonesi”, “Sostegno agli investimenti nell’innovazione, trasformazione, commercializzazione e sviluppo delle micro filiere corte e dei mercati di prossimità”. Ha elogiato il lavoro del Gal il vicesindaco Ambrogio Scaramozzino, che ha ricordato l’antica vocazione del centro collinare/costiero nella produzione di mandorle, auspicando che possa presto riprendere. Dopo i saluti e ringraziamenti il presidente Vitaliano Papillo ha evidenziato il grande lavoro svolto dal Gal in questi mesi, anticipando l’argomento caldo dell’iniziativa, definita come un concreto incontro tra la richiesta di mandorla da parte di un’azienda leader nella produzione di confetti, la «Dolceamaro del cavaliere Claudio Papa, e chi ha voglia di ricominciare a produrla seriamente». L’agronomo Rosario Previtera, sottolineando il dinamismo del Gal nel saper intercettare le cose positive per il territorio, si è concentrato sulle grandi opportunità offerte dalla filiera della mandorla, grazie ai finanziamenti per le aree marginali e ad abbattere la CO2 e, nel caso specifico, alla disponibilità della “Dolceamaro” ad acquistare tutta la produzione.

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Nel vivo del discorso è entrato Claudio Papa, titolare dell’azienda operativa da 44 anni e che esporta in 26 paesi nel mondo, il quale ha sintetizzato tutti gli allettanti motivi per cui conviene entrare in questo business produttivo, in cui esiste un aumento della domanda a fronte di una riduzione, dovuta a vari fattori, della produzione e della qualità della mandorla della California, principale produttore mondiale.  Primo tra tutti il fatto che la “Dolceamaro” ha bisogno di tremila ettari di produzione ed acquisterà il prodotto ad un prezzo bloccato stabilito dal Mercuriale di Bari, garantendo, calcolatrice alla mano, un guadagno minimo di 10mila euro per ettaro già dopo tre anni dall’avvio della coltivazione. L’interesse suscitato dall’iniziativa si è tradotto in successivo dibattito, in cui i presenti hanno potuto chiarire i residui dubbi, che è possibile fugare ulteriormente rivolgendosi al Gal per richiedere il materiale con tutte le specificazioni per poter entrare in questa nuova, affascinante e redditizia sfida produttiva.