“Callipo 1913”, presentata a Padova la monografia aziendale – Video

A promuovere l’evento l’Associazione calabresi Veneto. Il presidente Ozzimo: «Un modello per i corregionali affinché non smettano mai di amare la propria terra»
A promuovere l’evento l’Associazione calabresi Veneto. Il presidente Ozzimo: «Un modello per i corregionali affinché non smettano mai di amare la propria terra»
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L’Associazione calabresi Veneto ha ospitato la famiglia Callipo, rappresentata da Giacinto e Filippo Maria, per la presentazione della monografia aziendale “Callipo 1913”. A moderare l’incontro Alberto Gottardo, voce della trasmissione radiofonica La Zanzara su Radio 24. L’evento si è svolto nella sala Verde dello storico Caffè Pedrocchi di Padova, il salotto più importante del capoluogo veneto, davanti ad un vasto uditorio, tra cui professionisti e imprenditori veneti che hanno apprezzato gli interventi dei Callipo. «L’associazione – si legge in un comunicato – ha voluto fortemente questo evento in quanto la Tonno Callipo rappresenta in Calabria e in Italia un esempio concreto di azienda familiare virtuosa e vicina al territorio, un modello che oggi più che mai fa della condivisione dei valori e dell’appartenenza al territorio il fulcro del proprio successo, coinvolgendo 400 famiglie in Calabria e dimostrando, coi fatti, che nonostante le difficoltà si può fare impresa anche al sud, in maniera onesta e professionale». L’Associazione calabresi Veneto, spiega il presidente Marco Ozzimo, «è sempre impegnata a promuovere e sensibilizzare una cultura di incontro, contro i facili stereotipi che relegano la nostra regione ai soli fatti di cronaca negativa, quando in realtà la Calabria presenta storie di eroi invisibili che nonostante tutto e tutti ancora credono nella rinascita di una Regione meravigliosa, fatta di persone oneste e lavoratrici». Al termine dell’incontro, il presidente Ozzimo ha omaggiato la famiglia Callipo con una targa ricordo, con la dedica “Alla Famiglia Callipo per il coraggio di restare, continuando a crederci“. «Un riconoscimento doveroso – spiega il numero uno dell’associazione – che racchiude in sé anche un messaggio e un invito ai corregionali calabresi, di non smettere mai di amare la propria terra».

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