Vigili del fuoco, stipendi più bassi e senza assicurazione: monta la protesta – Video

Manifestazione unitaria di Cgil, Cisl, Uil e Confsal: «Il nostro non viene considerato lavoro usurante. Nel Vibonese c’è carenza di personale»
Manifestazione unitaria di Cgil, Cisl, Uil e Confsal: «Il nostro non viene considerato lavoro usurante. Nel Vibonese c’è carenza di personale»
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

«È inconcepibile che l’amministrazione dello Stato più amata dagli italiani venga trattata in questo modo». I Vigili del fuoco scendono in piazza anche a Vibo Valentia, per manifestare, soprattutto a Vibo Valentia, uno stato di cose che si protrae ormai da diversi anni ma che continua a non trovare soluzione. I problemi sono tanti, alcuni anche paradossali, ma fino ad ora, da parte dello Stato, tante parole e pochi fatti. Quello che chiedono, come ha spiegato Francesco Cortese della Cisl, è un adeguamento della retribuzione al pari di quella delle altre forze di polizia: «Sono anni che i governi ci lodano, ma quando si tratta di concretizzare non lo hanno mai fatto. Ormai siamo alla frutta, per giunta il nostro non viene considerato neanche un lavoro usurante!». Una rappresentanza sindacale e di lavoratori è stata anche ricevuta in Prefettura dal viceprefetto Sergio Raimondo, che ha accolto le rimostranze da girare al prefetto che avrà poi il compito di confrontarsi con le altre Prefetture calabresi e non solo. Antonino Policaro, della Confsal, ha parlato di «passo in avanti importante» riferendosi alla notizia del distaccamento permanente di Ricadi. Ma il lavoro non può considerarsi concluso. «Si sta già lavorando per avere almeno dei volontari che prima avevamo a Filadelfia – ha aggiunto Vincenzo Lo Riggio – perché c’è quella zona, e quella montuosa, ancora scoperta, non riusciamo a coprire in maniera tempestiva un territorio vasto come quello della provincia di Vibo». Le storture non riguardano soltanto la scarsità di personale o la disparità di trattamento economico, ma anche la copertura assicurativa, come rimarcato da Salvatore Cefalà: «Non abbiamo copertura Inail, addirittura dobbiamo anticipare le spese quando ci ammaliamo o ci infortuniamo. Per questo annunciamo questo mese di lotta, che ci vedrà scioperare da qui al 21 dicembre, ma tenendo presente sempre che i servizi essenziali, le emergenze della popolazione, continueranno ad essere garantiti».

Informazione pubblicitaria