Bcc del Vibonese, in primavera il rinnovo delle cariche

Intanto in Banca d’Italia arriva una nuova denuncia da parte di una studentessa: «Tra i soci vengono ammessi solo i figli dei vertici aziendali. La mia richiesta d’iscrizione respinta senza motivazione»

Intanto in Banca d’Italia arriva una nuova denuncia da parte di una studentessa: «Tra i soci vengono ammessi solo i figli dei vertici aziendali. La mia richiesta d’iscrizione respinta senza motivazione»

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L’ora della verità si avvicina e già i vari pretendenti “al trono” si stanno facendo avanti. In palio c’è il futuro della Banca di Credito Cooperativo del Vibonese San Calogero-Maierato. In primavera, infatti, scadrà il mandato dell’attuale management aziendale guidato dal presidente Antonio Barone. A aprile-maggio i soci saranno chiamati a scegliere la guida dell’istituto bancario nato a San Calogero circa 40 anni fa.

Quasi certa la ricandidatura dell’uscente Antonino Barone anche se nel fronte dell’attuale maggioranza pare si sia aperta una frattura tra lo stesso Barone e il suo vice, l’avvocato Francesco Maccarone. Dall’altra parte della barricata si sta costruendo un progetto alternativo che ha come scopo quello di rilanciare il ruolo della banca come sostegno dell’economia del territorio.

Intanto c’è da registrare la lettera aperta di una giovane universitaria la cui domanda di essere ammessa quale socio della banca è stata respinta. Il suo nome è Fabiana Grillo, 23 anni. La missiva è stata indirizzata al Consiglio d’Amministrazione della Bcc Vibonese, alla Banca d’Italia e al presidente della Federcasse.

Si tratta della sorella di Domenico Grillo, che aveva denunciato nei mesi scorsi un analogo trattamento La Bcc Vibonese respinge nuovi soci. Grillo: «E’ una ritorsione»

«Fin da piccola – scrive – mi sono “pasciuta” dei valori della famiglia, della solidarietà, della comunità intesa come “condivisione” delle comuni mete sociali. La Banca di Credito Cooperativo di San Calogero, per il mio piccolo territorio, ha rappresentato da sempre il “faro” o, meglio, il “focolare” di tali valori. E la mia famiglia, da sempre, ha “camminato” a fianco di tale piccola “banca locale”, negli anni unico punto aggregante e positivo di tutto il territorio. In procinto di trasferirmi a Leicester per proseguire i miei studi e, affacciandomi al mondo del lavoro, dovendo di fatto iniziare a gestire le mie “risorse economiche”, ho pensato bene (?!) di fare il grande passo di: tramutare il mio libretto di risparmio (affettuoso dono dei nonni alla mia nascita…) in un vero e duraturo rapporto bancario (apertura conto corrente, attivazione carte di credito, ecc.); fare richiesta preventiva di ammissione a socio della Bcc di San Calogero (oggi del Vibonese) per poter meglio consolidare non solo il mio rapporto con la banca del territorio, ma, in fondo, col mio paese natio in quanto ambisco, dopo la giusta formazione “internazionale”, poter tornare nella “mia” terra e, da professionista, meglio “servirla”».

Ebbene, alla sua richiesta di ammissione a socio, il consiglio d’amministrazione della Bcc del Vibonese «(all’unanimità…?!), ha deliberato di non accoglierla per “…la necessità di garantire un equilibrato sviluppo territoriale della base sociale della Banca… richiesta non …coerente con l’interesse generale della Società…”(?!?!?). Letta l’esilarante motivazione, mi sono chiesta: sto facendo un brutto sogno o sarà vero tutto ciò, quali colpe ho, dirette o indirette e trasversali tali da meritarmi questa discriminante bocciatura della mia domanda di ammissione a socio. Per rientrare negli “interessi generali” della Società (Banca di Credito Cooperativo), quali altri studi e/o “titoli” devo ancora conseguire?».

Da qui la domanda: «Alla base di simili motivazioni, quali sono gli “orizzonti” di codesta “Banca del luogo” (non solo “società”, ma Banca no-profit basata sui soci in quanto suo “patrimonio” primario) e dei suoi vertici? Un’Azienda che guarda al futuro come può privarsi dei suoi giovani e dei suoi professionisti?».

Terremoto alla Bcc di San Calogero-Maierato

Ed ancora: «Una motivazione così bizzarra e infida come ha potuto trovare l’unanimità dei presenti (consiglio d’amministrazione, collegio sindacale, direzione generale – ossia 14 persone)? Ogni singolo componente di un così importante consesso si è reso conto del suo ruolo sociale e della “pagina” (non certo di storia…) che stava scrivendo? C’è stato, per lo meno, un dibattito democratico e consapevole su un argomento così rilevante? Curiosa delle scelte di cotanti componenti di detti Organi Sociali, sono andata a leggermi l’elenco dei giovani soci della Banca (anche… per tentare di emulare le loro doti…). Ebbene, da subito, ho potuto notare che i vertici aziendali “amano” promuovere a soci i loro figli, anche in fasce visto che, spesso, è bastato aver compiuto il 18esimo anno d’età per esseri ammessi nella compagine sociale, peraltro senza svolgere ancora alcuna attività economica e/o professionale».

Un dubbio la assale: «Non sarà che la mia “bocciatura” a socio della banca del luogo sia dipesa dall’essere io nipote diretta di Giuseppe Grillo, presidente del Cda della Bcc di San Calogero dal 1992 al 2007 (“colpevole” di aver assolto al suo mandato con la passione di chi crede nel lavoro corale e nella crescita condivisa)? Oppure, di essere figlia del ragioniere Francesco Grillo (“colpevole” di essere stato fermamente contrario ad un progetto di fusione imposto e su basi assai poco costruttive)? Se così fosse, per davvero i nostri luoghi ed il nostro Meridione continueranno ad avere “orizzonti” molto limitati se non, addirittura, perversi».