VIDEO| Tarsu record sui pontili, i titolari: «Costretti a chiudere da una tassa ingiusta»

Parlano gli imprenditori della diportistica del porto di Vibo Marina e commentano con amarezza le cartelle emanate dal Comune: «Se non si trova una soluzione per le nostre attività sarà la fine»

Parlano gli imprenditori della diportistica del porto di Vibo Marina e commentano con amarezza le cartelle emanate dal Comune: «Se non si trova una soluzione per le nostre attività sarà la fine»

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«Io temo che alla fine sarò costretto a chiudere. Non ce la faccio a pagare quella cifra». C’è rabbia e delusione nelle parole di uno degli imprenditori di Vibo Marina su cui pende una spada di Damocle da 400mila euro.

A tanto ammonta il ricalcolo della Tarsu, operato dal Comune di Vibo Valentia a carico delle imprese della diportistica di Vibo Marina. L’imposta rischia di distruggere per sempre un’intera economia. La disperazione  è palpabile nella voce degli interessati per i quali la data del 28 febbraio potrebbe segnare un drammatico  capolinea. «Forse non si rendono conto della gravità della situazione – spiega l’imprenditore – tutto quello che ho costruito è frutto di anni di lavoro e sacrificio».

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Le preoccupazioni sono iniziate a fine dicembre, quando l’ufficio tributi del Comune di Vibo Valentia, ha ricalcolato la tassa sui rifiuti, e lo ha fatto partendo dal 2010. E così ha spedito ai diretti interessati cartelle  che vanno dalle 400mila euro alle 700mila euro, da pagare entro 60 giorni, ovvero entro la fine di questo mese.

La questione è stata affrontata in un incontro che si è svolto a Palazzo Luigi Razza. Dal confronto sarebbe emersa la disponibilità del Comune di trovare una soluzione. Ma quale? Gli imprenditori sono preoccupati ma fiduciosi che alla fine venga trovata una  via d’uscita. «Speriamo che dal Comune ci  vengano incontro – commenta un altro imprenditore – attendiamo i fatti  concreti per risolvere la situazione, altrimenti anch’io sarò costretto a chiudere. Non ho la possibilità di pagare una cifra del genere».

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Una batosta insopportabile. Basti pensare che lo scorso anno l’imposta sulla Tarsu si aggirava attorno ai 2mila e 800 euro all’anno, mentre quest’anno, con il ricalcolo che ha incluso anche i sei anni precedenti, si è passati a 400 mila euro. E poi gli imprenditori l’imposta l’hanno sempre pagata: «Secondo quanto ci aveva sempre chiesto il Comune».

«Se non troviamo una soluzione non vedo via d’uscita – dice con rammarico uno degli imprenditori, che poi ammette – da quando ho ricevuto la cartella non dormo più la notte».

Non resta che attendere la data del 28 febbraio. In gioco non solo il futuro degli imprenditori della diportistica, ma tutto il territorio di Vibo Marina, le cui attività economiche traggono forti benefici dall’indotto dei pontili. Anche di questo dovrà tenere conto il Comune di Vibo Valentia.