Lavoro e legalità, Landini a Vibo: «Urge un piano per l’occupazione» – Video

Il segretario nazionale della Cgil accolto da 350 delegati da tutta la Calabria: «Sindacato in prima linea nella prioritaria lotta alla ‘ndrangheta»
Il segretario nazionale della Cgil accolto da 350 delegati da tutta la Calabria: «Sindacato in prima linea nella prioritaria lotta alla ‘ndrangheta»
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La vasta platea di delegati giunti a Vibo per l’attivo regionale

Almeno 350 delegati da tutta la Calabria hanno accolto a Vibo Valentia il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini. Un appuntamento ed un luogo scelti non a caso, su due temi scelti non a caso. Lavoro e legalità sono stati i fili conduttori di un attivo regionale che ha ospitato gli interventi di tutte le categorie del sindacato. Due temi di fondamentale importanza per una regione che si avvia al voto. «In Calabria manca il lavoro – ha affermato Landini – e manca anche la legalità. È chiaro, per quel che ci riguarda, che bisogna affermare il diritto al lavoro come strumento centrale per combattere l’illegalità, che vuol dire mettere nelle condizioni le persone di essere libere e non ricattabili. Per far questo – ha aggiunto il leader nazionale della Cgil – c’è bisogno di cambiare le politiche economiche che sono state fatte in questi anni, fare investimenti e fare una lotta senza quartiere a ‘ndrangheta, mafia e camorra».

Come spiegato dal segretario regionale Angelo Sposato, la Calabria deve tornare a garantire le condizioni da Paese civile che fin qui sono mancate in ogni settore. Una regione che spera nella Rinascita – parola citata non a caso nel corso degli interventi, a rammentare i recenti arresti della Dda di Catanzaro e dei carabinieri che hanno colpito anche politici, professionisti e imprenditori. «Come dimostrano le indagini in corso – ha dichiarato Landini – siamo dinanzi ad una nuova fase perché quello che sta emergendo dalle inchieste della magistratura è una connivenza diffusa. Quindi oggi il sindacato dice con molta forza di essere dalla parte della magistratura e della lotta che deve essere fatta per affermare il lavoro e combattere l’illegalità. La scelta di Vibo Valentia è simbolica, siamo qui proprio per dire che siamo accanto alla magistratura ma anche di tutti i cittadini e le persone oneste che vogliono essere libere e migliorare il nostro Paese. Le Regioni devono affrontare il maniera diversa i problemi e noi abbiamo avanzato le nostre proposte. La Cgil sarà parte civile nei processi di mafia».

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