Briatico, terzo giorno di protesta per gli addetti alla raccolta rifiuti

Lo Slai Cobas contro ditta e commissari prefettizi: «Nessuno fa niente. Terzo giorno di silenzi»
Lo Slai Cobas contro ditta e commissari prefettizi: «Nessuno fa niente. Terzo giorno di silenzi»
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Comune di Briatico
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Anche oggi, per il terzo giorno consecutivo, è andata avanti la protesta degli addetti alla raccolta dei rifiuti. Al centro della mobilitazione, i ritardi nei pagamenti delle spettanze.

Ad alcuni di loro erano state saldate due mensilità (agli altri una): «La Muraca srl – fa presente il sindacalista Nazzareno Piperno dello Slai Cobas in una nota inviata alla stampa –  ha pensato bene di distinguere i lavoratori tra coloro i quali protestavano in autotutela apparendo in fotografia e quanti, pur protestando, non erano presenti nello scatto».

Briatico, gli addetti alla raccolta rifiuti: «Discriminati per la protesta»

In questi giorni, nulla è cambiato: «L’azienda ha abbandonato a se stessi i dipendenti e i commissari prefettizi fanno finta di non vedere». In tutta questa situazione, a giudizio dello Slai Cobas: «Sono solo i lavoratori a venire sfruttati e discriminati». E inevitabilmente il tutto ricade sui « cittadini che pagano fior di tasse per rifiuti che invece non vengono raccolti e si accumulano ai bordi delle strade e dinnanzi alle loro case». [Continua]

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Il sindacato ha poi parlato di sorveglianza sanitaria, che sarebbe venuta meno dall’impresa: «non vengono forniti con continuità gli indumenti di lavoro, non sono mai stati fatti corsi di formazione e non sono mai stati predisposti locali spogliatoio o servizi  idonei. I lavoratori non hanno dove cambiarsi e neanche dove lavarsi le mani». E ancora: «Gli automezzi da mesi ormai vengono regolarmente parcheggiati al centro del locale campo sportivo che ormai non è più idoneo allo scopo per il quale era stato realizzato: giocare a calcio invaso com’è da autocompattatori, porter e cataste di rifiuti, ingombranti e non, messi in bella mostra a margine della strada litoranea in quella che ormai è diventata una vera e propria discarica a cielo aperto». Il luogo era stato temporaneamente messo a disposizione dal Comune.

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I lavoratori si definiscono “offesi” per il silenzio di queste ore: «È necessario – ribadisce Piperno – intervenire subito richiamando all’ordine la Muraca nell’attesa, finalmente, di estrometterla dal circuito per le sue evidenti inadeguatezze organizzative, strutturali e finanziarie. E quelli che devono intervenire non possono che essere, ancora un  volta, i commissari».

La questione, in sintesi, è destinata a durare: «All’inizio della settimana prossima, saremo noi ad attivarci allertando Prefettura, Asl, Carabinieri e le altre autorità che hanno un competenze in tale ambito» conclude Piperno.