Polizia, il Siulp: «Scarsità di Dpi tra gli agenti nel Vibonese»

Il sindacato ringrazia la Regione per i tamponi agli operatori sanitari ma si appella anche ai privati: «Aiutateci con guanti e mascherine»
Il sindacato ringrazia la Regione per i tamponi agli operatori sanitari ma si appella anche ai privati: «Aiutateci con guanti e mascherine»
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La Questura di Vibo
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Il Sindacato italiano unitario dei lavoratori di Polizia (Siulp) chiede maggiore tutela per le categorie esposte, tra le quali proprio gli agenti di Vibo Valentia oltre agli operatori della sanità. Lo fa in una lettera indirizzata alla presidente della Regione, al questore, al sindaco, ai parlamentari e ai consiglieri regionali della provincia, nonché al commissario dell’Asp. «A tal proposito – si legge in una nota firmata dal segretario regionale Giuseppe Lupia e dal segretario provinciale Franco Caso – accogliamo con vivo apprezzamento la decisione del governatore della Calabria di emanare un’ordinanza che prevede che siano sottoposti a tampone gli operatori sanitari delle strutture pubbliche e delle strutture residenziali, soggetti ad esposizione, oltre che i pazienti ospedalizzati e tutti gli ospiti delle predette strutture». Una scelta «segnale decisamente importante e di grande responsabilità perché riconosce con grande sensibilità lo sforzo profuso da certe categorie e la notevole esposizione al rischio». Secondo il sindacato di Polizia, la decisione di applicare un protocollo di “sorveglianza attiva massiva”, iniziando dagli operatori sanitari, è certamente l’incipit di una procedura che porterà a sottoporre a tampone anche «tutto il personale delle forze dell’ordine».

Inoltre, nell’evidenziare la necessità che gli stessi operatori di Polizia debbano tutti essere muniti di Dispositivi di protezione individuale, sottolineando come «le forniture garantite dal dipartimento della pubblica sicurezza, per quanto tempestive, risultino decisamente insufficienti, si confida in un contributo concreto da parte di associazioni o di quelle aziende private che hanno riconvertito il loro originale processo produttivo, facendo appello alla loro sensibilità, al fine di contribuire concretamente a ridurre i rischi del contagio per chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza di tutti i cittadini. Per questo motivo – concludono i due sindacalisti – ci rivolgiamo a tutti i soggetti interessati, enti, rappresentanti istituzionali e politici e aziende private, ognuno per la parte utile, affinché, tutti assieme, si possa sostenere ed aiutare in ogni modo le attività degli operatori più esposti al rischio contagio».

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