Vertenza Sicurtransport, le guardie giurate vibonesi reintegrate ma “sospese” dal servizio

Undici lavoratori ancora a casa perché in possesso di decreto di nomina e porto d’armi scaduti. Il segretario Lo Papa: «Vigileremo finché non torneranno a lavoro»

Undici lavoratori ancora a casa perché in possesso di decreto di nomina e porto d’armi scaduti. Il segretario Lo Papa: «Vigileremo finché non torneranno a lavoro»

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I lavoratori con Lo Papa durante un sit-in

«Giustizia è stata fatta ma vigileremo affinché i lavoratori ritornino subito al loro lavoro». È quanto afferma in un nota il segretario generale Fisascat Cisl Calabria, Fortunato Lo Papa in merito alla reintegra sul posto di lavoro di 11 dipendenti della Sicurtransport illegittimamente licenziati. «L’1 Novembre 2015 – ricorda il cislino – 11 Guardie particolari Giurate (Gpg) della Sicurtransport Spa addetti alla Filiale di Vibo Valentia vedevano recapitarsi comunicazione di licenziamento collettivo. Ne seguiva un serrato confronto sindacale a mezzo del quale le 11 Gpg assistite dalla Fisascat Cisl Calabria disapprovavano la procedura di licenziamento inopinatamente avviata e impugnavano giudizialmente il provvedimento recessivo». 

Quindi, prosegue Lo Papa, «a seguito dell’impugnazione e conseguente proposizione delle istanze avverso l’illegittimo licenziamento, il Tribunale di Vibo Valentia il 16 Maggio 2017, in accoglimento dei ricorsi patrocinati dall’Avvocato Luigi Muraca del Foro di Lamezia Terme così disponeva: annulla il licenziamento intimato al ricorrente e condanna la Sicurtransport Spa, in persona del legale rappresentante pro tempore alla reintegrazione del ricorrente, nel posto e nelle mansioni in precedenza occupati, nonché al pagamento di un indennità risarcitoria pari a 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, nonché al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misura legale; condanna la società resistente, in persona del legale rappresentante pro tempore, a rifondere al ricorrente le spese di lite. Inutile a dire che la Sicurtransport non eseguiva l’ordinanza. Solo il 5 giugno 2017 e dopo diverse sollecitazioni – aggiunge Lo Papa – i dipendenti venivano convocati presso la Centrale Operativa di Catanzaro per la ripresa di servizio a seguito di reintegra». 

Sicurtransport, quattordici lavoratori vibonesi licenziati

Nel contempo, tuttavia, ricostruisce ancora Lo Papa, «il 12 giugno 2017 è stata fatta recapitare alle Gpg  interessate dalla reintegra, la sospensione dal servizio e dalla retribuzione in quanto in possesso di decreto di nomina a Gpg e licenza di porto di Pistola oramai scaduti. Tale stato di cose ha integrato – sottolinea il Segretario regionale della Fisascat Cisl – nuovamente un comportamento illegittimo del datore di lavoro che a distanza di un anno e mezzo dall’impugnato licenziamento, non dispone la reintegra come da ordinanza, ma sospende i dipendenti a causa del mancato rinnovo dei titoli abilitativi». 

Si apre dunque un nuovo “fronte” rispetto al quale la Fisascat Cisl Calabria «si è adoperata con solerzia rinnovando la difesa dei lavoratori che oltremodo oltraggiati, hanno evidenziato l’illegittimo comportamento della Sicurtransport che doveva adoperarsi a richiedere nei termini, il rinnovo delle licenze abilitative al lavoro. Rinnovo che non è stato richiesto prima della normale scadenza perché mancava il requisito del rapporto subordinato stante il licenziamento opposto. La Fisascat Cisl – conclude il segretario generale – condurrà da attrice l’ennesima sfida alla dignità dei lavoratori dichiarandosi pronta ad attenzionare con tutte le forme di protesta utile, la Prefettura, la Dtl di Vibo Valentia e tutti gli uffici che in virtù dell’autorevole ruolo conciliativo, sempre rivestito, sapranno porre fine a tale illegittima situazione».

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