Straordinari “selvaggi” e carenze d’organico, lavoratori Dusty in stato di agitazione a Vibo

A proclamarlo il sindacato Slai Cobas che annuncia il blocco immediato del lavoro supplementare e la sospensione delle comunicazioni di variazione dei turni di riposo

A proclamarlo il sindacato Slai Cobas che annuncia il blocco immediato del lavoro supplementare e la sospensione delle comunicazioni di variazione dei turni di riposo

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Il sindacato Slai Cobas di Vibo Valentia, in nome e per conto dei lavoratori della Dusty Srl, gestore dei servizi ambientali del Comune capoluogo, ha proclamato a partire da oggi lo stato di agitazione.

«La decisione – spiega il coordinatore provinciale del sindacato Nazzareno Piperno – viene determinata dalle gravi criticità che si verificano quotidianamente nello svolgimento del servizio, determinate a loro volta dalle gravi carenze d’organico che non consentono uno svolgimento ottimale del servizio stesso con conseguente abnorme ricorso da parte aziendale al lavoro supplementare e straordinario non totalmente retribuito».

A ciò si aggiunge «il ricorso da parte dell’azienda ad assunzioni a tempo determinato, alcune delle quali a tempo pieno, effettuate per far fronte alle segnalate carenze d’organico; assunzioni che contraddicono la scelta aziendale manifestata sin dall’avvio del cantiere che, in aperto contrasto con la scrivente organizzazione sindacale e pur essendovi obbligata a termini di contratto, non ha proceduto al numero di assunzioni previste dal capitolato di gara sulla base di una presunta incapienza economica che le assunzioni a termine effettuate smentiscono in maniera decisa».

E, ancora, «il tutto senza dimenticare la preventiva necessità di espansione fino al tempo pieno dell’orario di lavoro dei dipendenti già occupati ed assunti a tempo parziale a 4 ore giornaliere, per la cui modifica contrattuale si avanza sin da ora espressa richiesta. Al riguardo – scrive Piperno – si segnala anche che l’azienda non si è preoccupata di effettuare assunzioni a termine anche a tempo pieno laddove da parte aziendale si era sempre sostenuto, nelle trattative sindacali poi rimaste senza esito, la necessità da un punto di vista economico di procedere ad assunzioni a tempo parziale».

Tale situazione, secondo lo Slai Cobas, «determina gravi ripercussioni sullo svolgimento del servizio che risulta aggravato dalla inutilità del confronto con la scrivente organizzazione ridottosi a discussioni sterili ed inconcludenti rendendo, pertanto, inevitabile il ricorso alla protesta che si proclama».

Tale protesta determinerà fin da subito «il blocco delle prestazioni di lavoro supplementare e straordinario oltre che festivo oltre che l’immediata sospensione delle comunicazioni con cui l’azienda provvede allo spostamento selvaggio e senza un minimo di preavviso dei turni di riposo dei lavoratori».