Rifiuti a Vibo, scoppia la grana dei lavoratori interinali: «Esclusi dalla nuova ditta»

Quindici operai che prestavano servizio con la Dusty si sono visti scavalcare da colleghi «senza esperienza e qualifiche». «Faremo valere i nostri diritti in tutte le sedi» assicurano
Quindici operai che prestavano servizio con la Dusty si sono visti scavalcare da colleghi «senza esperienza e qualifiche». «Faremo valere i nostri diritti in tutte le sedi» assicurano
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Gli operai al lavoro
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Settore dei rifiuti sempre nell’occhio del ciclone a Vibo Valentia. Alle problematiche legate allo smaltimento della spazzatura, in parte rientrare dopo lo sblocco dei conferimenti nell’impianto catanzarese di Alli, si aggiungono quelle legate al fronte sempre caldo del personale e delle rivendicazioni dei lavoratori. Se già non bastassero le rivendicazioni dei lavoratori part-time che, rappresentati dal sindacato Slai Cobas, hanno proclamato lo stato di agitazione nel tentativo di vedersi riconosciuto un aumento del monte ore, un’altra vertenza si affaccia ora all’attenzione della nuova ditta, la laziale EcoCar, che, sebbene subentrata da poco tempo in città, si trova già di fronte a questioni di non facile risoluzione. Ad aprire la nuova contesa, autonomamente e senza rappresentanza sindacale, sono i lavoratori interinali già in servizio con la Dusty e da quest’ultima assunti tramite un’agenzia campana. Gli stessi contestano ora il mancato assorbimento da parte del nuovo gestore a fronte, come dicono, dell’assunzioni di circa 20 lavoratori nella loro stessa condizione che, in diversi casi, a loro dire, non avrebbero i requisiti di anzianità e di competenza, non avendo mai prestato servizio nel settore in questione.  

Si tratta, come ricordano in uno scritto, di «Quindici lavoratori interinali, quindici padri di famiglia, completamente ignorati nelle procedure di assunzione da parte della EcoCar, nonostante l’anzianità di servizio, maturata nel corso delle precedenti gestioni, e la specializzazione acquisita dal personale nonché l’impegno dimostrato nel corso dell’emergenza Covid. L’agenzia – aggiungono – ha privilegiato altre situazioni, favorendo lavoratori con poca o nulla esperienza e non tenendo conto del principio di anzianità». [Continua]

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Di conseguenza i lavoratori si chiedono: «Quali sono stati i criteri utilizzati dall’agenzia? A quale logica rispondono queste assunzioni a discapito di chi aveva maturato i requisiti ed è stato tagliato fuori? E la politica e la burocrazia comunale, chiamate a vigilare sulle procedure, perché non hanno fatto niente e restano in silenzio? Sono forse compiacenti? Ci sono troppe cose che non tornano in questa vicenda e sulle quali noi, in qualità di lavoratori qualificati, riteniamo vada fatta chiarezza al più presto per ripristinare un principio di correttezza ed equità e quindi di legalità. Per farlo siamo pronti a difendere in ogni sede le nostre ragioni, a cominciare dalla Prefettura e dalla Procura della Repubblica alle quali ci rivolgeremo senza indugi».

Quindi concludono chiedendo «agli organi preposti di vigilare sulle assunzioni che la nuova ditta ha effettuato per dotarsi del personale stagionale necessario ad espletare il servizio e sui criteri che sono stati utilizzati, disattendendo le aspettative di chi aveva tutte le carte in regola per proseguire il rapporto di lavoro con la nuova ditta e non si è mai tirato indietro rispetto all’impegnativo ruolo svolto, nemmeno del corso della fase più dura caratterizzata dai rischi legati alla pandemia Covid-19, quando tutti noi siamo stati in prima linea nonostante l’alto rischio di contrarre il virus. Non è una nuova “guerra tra poveri” quella che vogliamo – chiariscono i lavoratori interessati – ma di fronte a palesi ingiustizie non possiamo restare in silenzio e faremo sentire la nostra voce affinché vengano rispettati i nostri diritti».