I lavoratori E-distribuzione proclamano un mese di agitazione

Partita oggi la mobilitazione indetta dalle sigle sindacali di categoria. Il 19 novembre lo sciopero generale. La protesta contro l’aumento dei carichi di lavoro e il crescente ricorso all’esternalizzazione
Partita oggi la mobilitazione indetta dalle sigle sindacali di categoria. Il 19 novembre lo sciopero generale. La protesta contro l’aumento dei carichi di lavoro e il crescente ricorso all’esternalizzazione
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Continua il tour assembleare di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Ultec Uil, nelle sedi di E-distribuzione. Assemblee, come quella svoltasi a Vibo Valentia nei giorni scorsi, sempre molto partecipate nei numeri e nella discussione. «Le assemblee dei lavoratori – si legge in una nota sindacale – si stanno svolgendo all’aperto, osservando attentamente tutte le misure anti-contagio. Da oggi, 23 ottobre, al 22 novembre le organizzazioni sindacali nazionali hanno indetto un mese di sciopero nel quale i lavoratori garantiranno esclusivamente la continuità del servizio elettrico e la reperibilità su guasto. Inoltre giorno 19 novembre è già proclamato lo sciopero generale di 4 ore».

Le ragioni dello sciopero, si spiega, «riguardano un’organizzazione del lavoro che sempre più punta ad esternalizzare le attività con conseguente perdita di professionalità. Carichi di lavoro che aumentano esponenzialmente. Il tutto per la mancata volontà di Enel di assumere le risorse necessarie per garantire un servizio essenziale e allo stesso tempo garantire condizioni di vita e lavoro consone per i lavoratori. Misure, quelle intraprese da Enel che sembrano vadano nella direzione che la modifica dell’art.177 del Codice degli appalti vuole mettere in campo. Una modifica scellerata che porterebbe alla scomparsa di E-distribuzione per dividersi in un numero imprecisato di piccole ditte. Come anche sottolineato da Arera, ciò comporterebbe seri rischi per la continuità e qualità di servizi. Inoltre comporterebbe un prevedibile aumento dei costi economici e sociali, con impatti negativi destinati a scaricarsi, con tutta probabilità, anche sul costo del servizio e, dunque, sulle bollette di famiglie e imprese».

Conseguenze ancor più gravi in Calabria, «spesso all’ultimo posto della qualità del servizio elettrico: avrebbe certamente la peggio. E dunque come organizzazioni sindacali chiediamo investimenti sulla rete per proiettarsi al futuro digitale. Lavoro sicuro ed in sicurezza.  Per un settore, quello elettrico, che ha garantito la continuità del servizio durante tutto il periodo del lockdown contribuendo in modo decisivo alla tenuta dell’intera nazione. Un settore che ha garantito energia elettrica negli ospedali, nelle nostre case. Cosa sarebbe successo in quei giorni se il servizio non fosse stato garantito dai lavoratori di E-distribuzione? E allora è necessario – si aggiunge – rimettere in discussione le scelte aziendali, che come sottolineato dai lavoratori non faranno altro che peggiorare la loro attività lavorativa svilendola di professionalità. Senza tralasciare il peso che queste scelte avrebbero nella vita loro privata. L’art. 177 deve essere rivisto, basta rinvii. Dobbiamo garantire ai lavoratori ed ai cittadini calabresi un new deal che possa proiettarsi verso il futuro garantendoci un presente adeguato».