sabato,Maggio 8 2021

Turismo a pezzi, Confindustria chiede abolizione tasse regionali e Tari leggera

Il presidente regionale della sezione che rappresenta le imprese del settore ha chiesto un incontro urgente a Spirlì per discutere di nuove misure al fine di fronteggiare la crisi innescata dal Covid

Turismo a pezzi, Confindustria chiede abolizione tasse regionali e Tari leggera

Rivedere le aliquote Tari, sospenderne il pagamento l’anno 2020 e abolire le tasse regionali per le aziende turistiche. È quanto chiede il presidente della sezione Turismo di Unindustria Calabria, Demetrio Metallo, a nome degli iscritti e degli operatori della filiera, in una lettera indirizzata al presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì ed all’assessore al ramo Fausto Orsomarso. Un tema, quello sollevato da Metallo, particolarmente sentito nel Vibonese, dove la concentrazione di imprese turistiche è tra le più alte della regione.

«Il momento drammatico che sta attraversando il pianeta a causa della pandemia ancora in corso – scrive Metallo – colpisce duramente il sistema delle imprese ed in modo particolare quello del turismo e di tutto l’indotto. Le misure messe in atto dal Governo nazionale unite a quelle della Regione Calabria non risultano, purtroppo, sufficienti per fronteggiare l’emergenza che ha colpito la filiera turistica e tutto lascia presagire che anche il 2021, proprio per le sue peculiarità, sarà un anno di assoluta incertezza e di difficile transizione. Le aziende turistiche, tanto del sistema dell’accoglienza che dell’intermediazione – argomenta il presidente del Turismo di Unindustria Calabria – hanno subito perdite ingenti, a causa di una stagione lavorativa che, di fatto, si è ridotta a poche settimane per le strutture ricettive, e che è stata completamente azzerata per i tour operator e le agenzie di viaggio».

Da queste premesse muove la proposta della rappresentanza di Confindustria: «In questa situazione dover pagare un tributo che risulta molto rilevante tra le voci di costo dei bilanci aziendali come è la Tari, calcolato per l’intero anno, quando nella realtà si è potuto lavorare per soli due mesi circa, significa aggiungere al danno anche la beffa».

Per ridefinire il calcolo del tributo che «andrebbe quanto meno sospeso fino al 31 dicembre 2021», il presidente delle aziende della filiera turistica aderente a Confindustria ha chiesto un «incontro urgente ed improcrastinabile» al presidente Spirlì ed all’assessore Orsomarso offrendo l’apporto di competenza delle aziende del settore, oltre che la disponibilità a lavorare insieme per individuare misure efficaci per impedire la chiusura di tante aziende che contribuiscono in maniera significativa alla creazione di ricchezza ed al Pil regionale.

«Abbiamo piena consapevolezza – ha concluso Demetrio Metallo – che è proprio in frangenti così drammatici come quelli che stiamo vivendo che ad ognuno è richiesto di fare la propria parte assumendosi un sovrappiù di responsabilità nell’interesse di tutto il sistema economico e di una condizione sociale precaria ed a serio rischio di implosione».

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