Raccolta rifiuti a Ionadi, la replica dell’azienda: «Dallo Slai-Cobas livore e falsità»

Duro commento della società in relazione alle accuse di condotta antisindacale mosse dall’organismo di rappresentanza. E sulle foto scattate nel cantiere afferma: «Diffusi elementi caratterizzati da riservatezza» 

Duro commento della società in relazione alle accuse di condotta antisindacale mosse dall’organismo di rappresentanza. E sulle foto scattate nel cantiere afferma: «Diffusi elementi caratterizzati da riservatezza» 

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Una nota stampa «piena di livore e rabbia nei confronti di questa società ma, in preda alla più becera ed irragionevole deriva dialettica, ha perso il lume della ragione ed ha farcito la propria ricostruzione dei fatti di inesattezze se non di vere e proprie falsità».

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A parlare è l’azienda Gm dimensione ecologica, società che ha in gestione il servizio di raccolta dei rifiuti a Ionadi. Destinatario di tali affermazioni è il sindacato Slai-Cobas che nei giorni scorsi aveva messo sotto accusa la stessa ditta accusandola di condotte antisindacali.   

Ora le replica, stando alla quale «i fatti non si prestano ad interpretazioni di parte ed è proprio dai fatti che bisogna partire. L’Azienda è in ritardo sul pagamento del salario dei lavoratori ma la gravità di tale comportamento è assolutamente inferiore a quella rappresentata dallo Slai Cobas: il Contratto collettivo fissa la scadenza al giorno 15 del mese successivo a quello di maturazione, di conseguenza il ritardo ammonta a 21 giorni al momento dello sciopero e non certamente a tre mesi come falsamente affermato nella nota stampa. Tuttavia, è di oggi la notizia che la provvisoria crisi di liquidità si è risolta ed entro la giornata di lunedì 12 le retribuzioni saranno regolarmente corrisposte».

Non solo. L’azienda risponde anche in merito alle ulteriori accuse rivoltele: «nessun ostacolo è stato frapposto dall’Azienda al legittimo esercizio del diritto di sciopero il quale è e rimane un fondamentale presidio di tutela e libertà del lavoratore; non esiste alcuna classifica né distinzione tra i lavoratori e lo dimostra il fatto che l’Azienda, in servizio a Ionadi da agosto 2016, ha sempre trattato con eguaglianza e parità di diritti tutti i propri dipendenti. La circostanza riportata strumentalmente dal rappresentante sindacale fa riferimento al fatto che due lavoratori hanno manifestato gravissime problematiche di ordine economico tali da mettere a repentaglio la stessa salute dei loro familiari e l’azienda, anziché dimostrare superficialità e freddezza, si è prodigata per elargire loro almeno una parte dello stipendio; nessuna delle riportate inadempienze relative ai mezzi ed al cantiere sono da considerare rispondenti al vero non solo perché gli automezzi vengono quotidianamente utilizzati nel pieno rispetto delle normative vigenti e delle caratteristiche tecniche prescritte per legge, ma anche perché la frequenza dei controlli cui l’azienda è sottoposto dalle molteplici autorità a ciò preposte è del tutto incompatibile con la ricostruzione effettuata da parte sindacale».

In quanto all’utilizzo di ulteriore forza lavoro, l’azienda precisa che «ai sensi del contratto nonché della normativa vigente: aver garantito il servizio di raccolta dei rifiuti non ha rappresentato una sfida al sindacato o, peggio ancora, una condotta antisindacale bensì il mero rispetto degli obblighi posti in capo all’azienda. Quanto alle foto diffuse, infine, non solo esse non hanno alcuna attinenza con il contenuto della nota stampa, perché ritraggono dettagli del cantiere in uso alla Gm Dimensione ecologica Srl e rappresentano elementi che a breve saranno sottoposti al vaglio dell’autorità giudiziaria sotto il profilo della violazione del domicilio aziendale e della diffusione pubblica di elementi caratterizzati da riservatezza».

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