La meccanica vibonese al servizio del più grande giacimento di gas del Mediterraneo

Un’azienda di Porto Salvo si è aggiudicata un’importante commessa per l’impianto egiziano di Zohr. La produzione delle attrezzature comporterà l’impiego di 50 unità lavorative per sei mesi, mentre si lavora per aprire una filiale in Albania 

Un’azienda di Porto Salvo si è aggiudicata un’importante commessa per l’impianto egiziano di Zohr. La produzione delle attrezzature comporterà l’impiego di 50 unità lavorative per sei mesi, mentre si lavora per aprire una filiale in Albania 

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Una delle attrezzature realizzata dalla Castagna
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Una nuova importate commessa internazionale che conferma l’azienda metalmeccanica vibonese in una posizione di primo piano nel suo settore e la eleva a punto di riferimento per importanti clienti e multinazionali che operano in contesti strategici.  

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È l’azienda Costruzioni Metalmeccaniche Castagna Srl, realtà all’avanguardia nella progettazione, fabbricazione e fornitura di prodotti per il settore Oil & Gas e, più in generale, per le industrie petrolchimica, nucleare, farmaceutica, alimentare. Si tratta di un gruppo che conta circa 160 dipendenti tra personale amministrativo, tecnici e operai, attivi nello stabilimento principale di Porto Salvo (45.000 metri quadrati di superficie, di cui 10.000 coperti) e in altri due siti di produzione, di cui uno sempre a Porto Salvo e un terzo a Ionadi.

L’azienda in questione è stata incaricata di realizzare apparecchiature destinate all’impianto di Zohr (foto), in Egitto, il più grande giacimento di Gas naturale del Mediterraneo, scoperto dall’Eni nel 2015. Il giacimento, che si trova nel blocco di Shorouk, nell’offshore dell’Egitto a circa 190 chilometri a nord di Port Said, ha un potenziale di oltre 850 miliardi di metri cubi di gas in posto (circa 5,5 miliardi di barili di olio equivalente). Rappresenta, non a caso, la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel Mar Mediterraneo e sarà in grado di soddisfare parte della domanda egiziana di gas naturale per i prossimi decenni. 

La società di Porto Salvo era stata già coinvolta con tre contratti lo scorso anno (e le apparecchiature di 2 ordini consegnati risultano già istallate) e da qualche settimana, ha acquisito un terzo ordinativo per l’ampliamento dell’impianto, di importo pari a circa il doppio dei primi ordini. «Si tratta di una conferma importante e di prestigio – spiega l’ingegner Luigi Dusci, Sales manager della Cmc -, poiché già la prima fase ha avuto criteri di complessità ed eccellenza e soprattutto velocità fuori dal comune».

Ripercussioni anche sul piano occupazionale, visto che per lo sviluppo del nuovo contratto si prevede l’impiego di 40-50 unità per circa 5-6 mesi di lavoro con consegna nella seconda metà del 2018. «Oltre alla risonanza per la destinazione e la complessità dei processi lavorativi coinvolti, consolidati da anni di esperienza nel settore e certificati a livello mondiale da Enti accreditati – prosegue Dusci -, la commessa ha uno scopo variegato e tale da poter impiegare diverse tipologie di maestranze». 

Nel dettaglio, le complesse apparecchiature fornite dall’azienda vibonese riguardano un’unità di recupero zolfo (Sru) composta da inceneritori; caldaie per la produzione di vapore tramite il calore generato dell’impianto; camini di scarico; condotti in acciaio inossidabile di collegamento tra varie unità dell’impianto. 

Il tutto s’inserisce in un contesto di ulteriore crescita società metalmeccanica vibonese che al momento ha coperto il carico di lavoro per il 2018 con una generale tendenza alla crescita, nonché in espansione anche con un progetto di apertura di un sito in Albania, dove, sotto la guida del management aziendale, si prevede di espletare i processi lavorativi di minore valore aggiunto e combattere la concorrenza delle zone “low cost” (per commesse che diversamente andrebbero in Paesi quali Cina, Corea, Thailandia). 

«Con tale strategia – chiarisce Dusci – si punta ad avere ancora maggiore possibilità di penetrazione del mercato e quindi di acquisire scopi di lavoro sempre più esaustivi e completi, aumentando al contempo la capacità produttiva degli impianti e dei processi più complessi e pregiati dislocati nella nostra zona, dove continuano gli investimenti in tecnologia e innovazione».