martedì,Agosto 3 2021

La sua birreria chiusa e ristori Covid mai visti: «Digiuno finché non mi pagano» – Video

Parla Giuseppe Iennarella proprietario di Novepercento, il locale di Vibo nel quale si è barricato da ieri per mettere in atto la sua protesta e fare lo sciopero della fame finché non arriveranno gli aiuti promessi dal Governo

La sua birreria chiusa e ristori Covid mai visti: «Digiuno finché non mi pagano» – Video
Giuseppe Iennarella titolare birreria di Vibo Valentia

Prosegue lo sciopero della fame di Giuseppe Iennarella, il ristoratore di Vibo Valentia, da ieri barricato nella sua birreria. Una protesta plateale per denunciare il mancato arrivo dei ristori promessi dal Governo e che avrebbero potuto salvare la piccola attività imprenditoriale, unica sua fonte di guadagno. La birreria, aperta nel 2006 nel centro di Vibo Valentia, avrebbe dovuto rappresentare un futuro certo, ma la pandemia ha stravolto tutti i piani, e oggi, l’imprenditore 58enne, è di fatto finito sul lastrico. Mancati incassi, le bollette da pagare e quei ristori promessi da tempo, ma mai arrivati. «Ho inviato una pec al Presidente del Consiglio. Ho anche interessato il direttore dell’agenzia delle entrate della Calabria, che mi aveva assicurato l’immediata erogazione delle somme. Ma non ha mantenuto l’impegno.

«Speravo nei ristori per pagare almeno le bollette»

Da un momento all’altro staccheranno il gas, poi sarà la volta dell’energia elettrica. Devo quasi 2mila euro di utenze. Speravo nei ristori per potere almeno pagare le bollette, ma ad oggi non ho ricevuto un centesimo». Oggi è il terzo giorno di sciopero della fame. È stremato Giuseppe, barricato nella sua inanimata birreria, dove da un anno regnano solitudine e silenzio. Solo la tv accesa e le sedie vuote a fargli compagnia. Deciso ad andare avanti fino a quando non arriveranno i ristori previsti dal Governo: «Da qui non mi muovo – dice -, andrò avanti ad oltranza. Prima o poi mi dovranno ascoltare, altrimenti mi lascio morire qui, insieme alla mia birreria»

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