Rifiuti, Slai Cobas: «Lavoratori da mesi senza stipendio in 14 comuni del Vibonese»

Il sindacato scrive al prefetto di Vibo Guido Longo evidenziano una «situazione drammatica». Preannunciato un presidio 

Il sindacato scrive al prefetto di Vibo Guido Longo evidenziano una «situazione drammatica». Preannunciato un presidio 

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Il sindacato Slai Cobas di Vibo Valentia ha inoltrato una formale comunicazione alla Prefettura nella quale si evidenzia la situazione vissuta dai lavoratori del settore rifiuti operanti in diversi comuni del Vibonese, determinata dal ritardato pagamento degli stipendi, e si annuncia l’avvio di un presidio di protesta.

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Il segretario provinciale Nazzareno Piperno non esita a definire “tragica” la situazione che grava sui lavoratori di «varie aziende datrici di lavoro che da mesi ormai non retribuiscono i propri dipendenti, comunque da sempre pagati in ritardo. Visto l’approssimarsi delle festività pasquali – si evidenzia – è, di conseguenza, più che concreto il rischio per i lavoratori di non percepire alcun emolumento esasperando il già grave disagio che gli stessi e le loro famiglie sono costretti a sopportare. Per questi motivi – spiega il sindacato – si intende porre all’attenzione della competente autorità di Governo tale grave situazione affinché si attivi, nell’ambito dei propri poteri istituzionali, per sollecitare una definizione della vertenza invitando i Comuni appaltanti ad una maggiore celerità nei pagamenti».

La vertenza riguarda diversi cantieri che lo Slai Cobas elenca: «Comune di Dinami, servizio svolto da Ecologia e Servizi Italia Srl; Comune Di Pizzo servizio svolto da Muraca Srl – Ecoshark igiene ambientale; Comuni di Rombiolo, Zambrone, Tropea, Limbadi, San Calogero, Cessaniti e Parghelia, servizio svolto da Ecoshark igiene Ambientale; Comuni di Briatico e Mileto servizio svolto da Muraca Srl; Comuni di Filandari, Nicotera e Ionadi servizio svolto dalla Gm dimensione ecologica».

Al fine di sensibilizzare le istituzioni, Piperno annuncia un presidio permanente dei lavoratori davanti alla Prefettura, a partire dalle ore 10 di lunedì 26 marzo, «con espressa richiesta che si avanza sin da ora di essere ricevuti».