Raccontare la politica e la società del Vibonese senza sconti per nessuno

Il cambio di guardia nella direzione della testata il vibonese.it rientra nel processo di ristrutturazione dell'assetto organizzativo e punta alla centralizzazione delle responsabilità editoriali del nostro network. Analizzeremo, senza sconti per nessuno, le luci e le ombre di una classe politica, di destra e di sinistra, che avrebbe bisogno di una radicale scossa innovativa
Il cambio di guardia nella direzione della testata il vibonese.it rientra nel processo di ristrutturazione dell'assetto organizzativo e punta alla centralizzazione delle responsabilità editoriali del nostro network. Analizzeremo, senza sconti per nessuno, le luci e le ombre di una classe politica, di destra e di sinistra, che avrebbe bisogno di una radicale scossa innovativa
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di Pasquale Motta, direttore editoriale – Da qualche ora nella mia qualità di direttore editoriale del nostro network ho assunto anche la responsabilità di direttore  della testata Ilvibonese.it. In questo lavoro mi coadiuverà come vice direttore, il collega Enrico De Girolamo, eccellente professionista e uomo macchina di LaC, e profondo conoscitore del territorio.

Ilvibonese.it è stata fin da subito una testata importante per il nostro gruppo. In questi anni ha fatto numeri importanti che hanno  dato ragione innanzitutto al nostro editore, allorquando, ha ritenuto strategico puntare e rilanciare i dorsi locali d’informazione.

Il Vibonese era solo un piccolo foglio cartaceo locale che il nostro editore aveva rilevato diversi anni fa e, in pochi anni, è stato portato ad essere una delle testate più credibili ed autorevoli della regione.

Nel contesto della medesima strategia editoriale e imprenditoriale, poi, è stato fondato ilreggino.it, il quale anch’esso sta registrando lusinghieri risultati. In questi anni, a dirigere ilvibonese.it, è stato il collega Stefano Mandarano, il quale, ha saputo incarnare egregiamente la strategia dell’azienda editoriale. A supportarlo in questo lavoro uno dei cronisti giudiziari più stimati della provincia di Vibo, Giuseppe Baglivo.

Il cambio di guardia nella direzione della testata rientra nel processo di ristrutturazione dell’assetto organizzativo e punta alla centralizzazione delle responsabilità editoriali. in tal senso, dunque, il cambio della direzione, è un fisiologico avvicendamento negli assetti.  

Stefano Mandarano, al quale va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni, rimarrà a disposizione del corpo redazionale del nostro network, e metterà a disposizione l’esperienza professionale acquisita in questi anni per nuovi e importanti traguardi editoriali della nostra compagine giornalistica.

Da oggi ilvibonese.it, dunque, cambia  passo, a breve avrà una nuova veste grafica e tecnologica.

Altro obiettivo: un maggior radicamento sul territorio di riferimento. Tutto ciò, al fine di continuare a servire un territorio che ci ha dato molto in termini di gradimento.

Una generosità territoriale che da noi continuerà a essere ricambiata con il lavoro quotidiano al servizio dei nostri lettori.

Nella strategia editoriale cambierà poco rispetto a quello che già facciamo come network su scala regionale. Il nostro unico obiettivo sarà  quello di raccontare un territorio che ha nel suo dna la bellezza. Una bellezza che consacra vaste aree di questa provincia tra le più belle del mondo.

E, tuttavia, tale bellezza, non possiamo negarlo, è costantemente violata dalla ‘ndrangheta, dal germe della mala politica, dal degrado e dalla povertà economica e sociale. Una terra, purtroppo, che continua ad essere infestata dalle collusioni tra istituzioni e organizzazioni criminali e dalla mala gestione amministrativa della maggior parte degli enti locali. Una terra nella quale vive e opera una delle massonerie più inquietanti del paese e che condiziona in maniera asfissiante la dinamica politica nel comune e nel territorio provinciale.  E, d’altronde, forse non è un caso se il più grande maxi processo alla ‘ndrangheta abbia come epicentro proprio Vibo Valentia e il suo territorio.

Di fronte ad un quadro del genere, purtroppo, la reazione sociale, l’analisi critica sulla dinamica politica, è prossima allo zero. A destra come a sinistra le responsabilità politiche e morali del disastro etico di questa terra di capi, capetti e capibastone territoriali sono note a tutti. E, nonostante ciò, rimangono impunite. Anche sul piano elettorale. Tutto ciò, da tempo, impedisce un sano ricambio della classe dirigente. Il tessuto sociale, economico e imprenditoriale di questa parte di Calabria rimane silenzioso e poco reattivo.

È necessario un moto di indignazione se ancora crediamo che ci sia speranza e futuro. Al comune di Vibo Valentia, per esempio, sarebbero tanti gli aspetti che andrebbero chiariti. Tanti gli interrogativi che, spesso, rimangono anche senza domande oltre che senza risposte, chiamando in causa la necessità di una seria riflessione sulla qualità dell’informazione in questa provincia.

La mancata costituzione in giudizio del Comune nel processo Rinascita Scott, è uno dei tanti aspetti che dovrebbero essere radicalmente chiariti. Solo un ingenuo, infatti, può considerare quella scelta il frutto dell’errore di un assessore, così come il sindaco, l’avvocato Maria Limardo, vorrebbe farci credere.  Ecco, forse se cambierà qualcosa rispetto alla nostra narrazione editoriale, riguarderà proprio la nostra osservazione dello stato della politica nel territorio vibonese. Analizzeremo senza sconti per nessuno, le luci e le ombre di una classe politica, di destra e di sinistra, che avrebbe bisogno di una radicale scossa innovativa e che, invece, continua ad essere prigioniera di alcuni importanti politici che si alternano negli equilibri di potere, senza mai farsi realmente la guerra,  contendendosi nel territorio, volta gabbana, capi bastoni, capi popolo locali e i soliti trasformisti di professione, sempre pronti, in cambio di prebende e incarichi, a mettersi a disposizione dei baroni politici di turno.

In occasione delle elezioni di Vibo Valentia e in quelle di Serra San Bruno, questo malcostume politico, si è materializzato senza ritegno. Tutto ciò, sotto la vigile regia di Giuseppe Mangialavori, senatore di FI da un lato, e di Brunello Censore ex parlamentare del Pd dall’altro. Insomma, una politica stanca e compromessa, senza visione, con una cornice che è quella di un territorio abbandonato a se stesso tra le buche nelle strade e la sporcizia lungo le importanti arterie che portano nei luoghi più rinomati del turismo calabrese.

A ciò si aggiunga la scarsa convinzione del ceto politico vibonese nel contrasto, anche culturale, alla ‘ndrangheta, come fa rilevare brillantemente nel suo pezzo di oggi, il nostro Giuseppe Baglivo, il quale, racconta degli applausi di circa 40 persone tra amici e parenti all’indirizzo del latitante arrestato dai carabinieri, episodio che, purtroppo, non ha registrato nessuna voce di indignazione da parte della politica vibonese. Colpevole sottovalutazione? Tutto lascia ritenere di si. Insomma tutte questioni sulle quali, fin da subito, non abbiamo intenzione di tacere, anche perché, sappiamo che la sindaca di Vibo, per esempio,  è uno dei nomi sponsorizzati dal senatore Mangialavori sulla scacchiera del centrodestra, nella scelta del candidato a presidente della Regione.

L’avvocato Limardo, infatti, ha candidamente dichiarato  di essere pronta a questa partita. E tuttavia, il quadro complessivo del Comune che amministra ormai da quasi due anni, sconfessa questa sua aspirazione. La sindaca di Vibo e il senatore Mangialavori, debbono chiarire, se veramente intendono portare il fallimentare modello amministrativo vibonese al decimo piano della Cittadella regionale. Noi nei prossimi giorni saremo qui per fare domande, raccontare, analizzare e, ovviamente, fare le pulci proprio al potere di questa città e al suo territorio.

Questo il nostro ruolo. Questo sarà il nostro dovere.