Crisi Lega-M5s, Tucci: «Se cade il Governo a pagare è il Paese» – Video

Il deputato del Movimento nell’intervista a tutto campo rilasciata a Il Vibonese: «Dal Reddito di cittadinanza alle risposte sul territorio abbiamo fatto buone cose». Oliverio? «Tiene la Calabria sotto una cappa. E’ ora di liberarla»   

Il deputato del Movimento nell’intervista a tutto campo rilasciata a Il Vibonese: «Dal Reddito di cittadinanza alle risposte sul territorio abbiamo fatto buone cose». Oliverio? «Tiene la Calabria sotto una cappa. E’ ora di liberarla»   

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L'intervista a Riccardo Tucci
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Dal Reddito di cittadinanza alle emergenze del territorio di riferimento fino alle ombre che incombono sul Governo gialloverde alla cui maggioranza si iscrive convintamente, seppur senza risparmiare critiche al principale alleato del suo schieramento. Il deputato vibonese del Movimento cinque stelle Riccardo Tucci, fresco di nomina nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, non nasconde le difficoltà cui quotidianamente si trova alle prese un Esecutivo stretto tra i paletti del Contratto di governo e le spinte provenienti dalla controparte, che sembrano invece voler far saltare il banco. Tucci, però, dal suo particolare osservatorio, si dice sereno (ma non troppo) e con la coscienza a posto: «Stiamo facendo ciò che la gente ci ha chiesto, se poi qualcuno deciderà che questa esperienza debba terminare anzitempo, allora dovrà assumersene la responsabilità di fronte al Paese». 

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In bacheca, il deputato pentastellato ripescato dopo i riconteggi sulla ripartizione dei seggi seguiti all’ondata cinquestelle che ha travolto la Calabria nelle ultime Politiche, mette le medaglie delle “leggi manifesto” del Movimento. Quelle sulle quali i leader si sono giocati faccia e credibilità sul piano nazionale ed estero e i portavoce locali hanno puntato tutto per accrescere il consenso nei territori. Partendo proprio dall’ultima misura di sostegno al potere d’acquisto delle famiglie: il Reddito di cittadinanza. Un provvedimento che il rappresentate di commercio divenuto rappresentante del popolo difende a spada tratta… 

«Cinquantamila domande accolte in Calabria, quindi 150mila calabresi se consideriamo i relativi nuclei familiari, che escono da una condizione di povertà. Se ragioniamo in termini proporzionali, poi, in una regione come la Calabria che ha meno di 2 milioni di abitanti, significa che circa il 10 per cento della popolazione riesce ad avere un concreto sostegno economico. Chi dice che si tratta di una misura assistenzialista non sa di che parla. Chi percepisce il Reddito crea un impatto diretto sull’economia, diventa cliente delle attività locali che aumentano il loro fatturato e di conseguenza avranno bisogno di maggiore forza lavoro». 

Resta il nodo dell’occupazione che non è ancora chiaro in che misura beneficerà del provvedimento… «In realtà il Reddito è anche una misura di sostegno all’occupazione perché i percettori potranno essere assunti dalle aziende che a loro volta godranno di sgravi fiscali e contributivi».

Qui nel Vibonese, il Movimento ha investito parecchio sul tema delle infrastrutture per accrescere visibilità e consensi. Ma siete sicuri di poter affrontare un’impresa così titanica come quella delle strade? «Quello della viabilità è un problema sotto gli occhi di tutti. E’ da tempo che ci stiamo impegnando su questo fronte, portando anche risultati come nel caso della Joppolo-Coccorino dove siamo riusciti, facendo intervenire il ministro, a riaprire una strada chiusa da due anni. Per quanto riguarda gli interventi nelle altre zone, oggi (ieri, ndr) abbiamo incontrato un comitato civico dell’area delle Serre in Prefettura, la settimana scorsa abbiamo avuto due riunioni con sindaci, cittadini e comitati dell’Alto Mesima e stiamo cercando di dare una mano alla Provincia in quanto ente competente, anche se gli anni di dissesto che gravano su di essa ne condizionano l’operato. Ma anche su questo fronte stiamo cercando di capire come far approvare il bilancio provinciale, passo che permetterà poi di investire sul territorio».

Allargando lo sguardo c’è una politica regionale in fermento. Elezioni all’orizzonte con un presidente di Regione, Oliverio, tenacemente attaccato alla poltrona nonostante le sue noie giudiziarie… voi che farete? «Intanto non sono noie giudiziarie ma problemi enormi. Spetterà alla magistratura valutare se Oliverio è colpevole o meno. Io personalmente, al posto suo, mi sarei dimesso. Parliamo di un presidente che tiene sotto una cappa una regione intera. Sarebbe ora di liberarla. Per quanto riguarda il Movimento, ci stiamo confrontando ormai da mesi con i colleghi e con gli attivisti. Stiamo cercando di individuare il percorso e le persone giuste condividendo le scelte con la nostra base. Dopodiché usciremo con una nostra lista».

E’ entrato di recente nella Commissione d’inchiesta sulle banche, come si approccerà a questo ruolo? «Sento una responsabilità enorme perché è un mondo, quello delle banche, che si ripercuote sia in ambito locale che internazionale. Cercherò, come ho sempre fatto, di studiare e capire dove e in che modo poter incidere. Lo dico con grande umiltà: è un mondo che mi affascina ma ovviamente so che per poter essere incisivo bisogna studiare e approfondire. E sarà mia cura farlo».

Veniamo al tema cardine: minacce quotidiane, insulti reciproci tra Di Maio e Salvini. Questo Governo ha i giorni contati? «Se il Governo dura o meno personalmente m’interessa poco. Interessa, eccome, che siamo riusciti in un solo anno a portare a casa misure per le quali lottavamo da almeno 10 anni. Se qualcuno ha voglia di far cadere il Governo lo faccia pure. Se ne assumerà le responsabilità. Anche perché c’è da dire che fino a quando abbiamo lavorato con il nostro partner abbiamo portato a casa risultati su temi che la gente aspettava da anni. Quando poi si pensa a monetizzare e incassare il consenso dato dai sondaggi allora le cose cambiano. Di certo non è nostra intenzione far cadere il Governo perché abbiamo ancora tante leggi da portare avanti e lo faremo così come abbiamo fatto per il Decreto dignità, il Reddito di cittadinanza, la “spazzacorrotti”, i tagli ai vitalizi… a settembre taglieremo i parlamentari e faremo il salario minino con sensibili riduzioni delle tasse alle imprese. Se tutto questo qualcuno pensa non sia prioritario rispetto a fare un Governo da soli… che se ne assuma la responsabilità. Se i cittadini italiani lo vorranno, lo voteranno. Però anche loro dovranno poi riconoscere: c’era un Governo che stava lavorando e l’abbiamo mandato a casa».

La sento pessimista, siamo davvero agli sgoccioli quindi? «Sono realista. Fino a qualche mese fa avrei giurato che questo Governo sarebbe andato avanti per anni. Ora non lo so perché vedo attacchi quotidiani. La stessa persona che lamenta attacchi del Movimento si scaglia quotidianamente contro i nostri ministri. Toninelli, Trenta, Costa, Di Maio, per non parlare di Di Battista e Grillo. C’è da chiedersi: vogliamo lavorare o vogliamo continuare così? Quando vedi questo atteggiamento pensi che allora forse siamo arrivati al capolinea. Però, se insieme Luigi Di Maio e Salvini potranno trovare una sintesi e ricominciare a lavorare penso che il Paese sarà grato ad entrambi».