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La provincia esprime quattro rappresentanti all’interno dell’organismo che si occuperà della gestione integrata del ciclo delle acque. Il voto ha però rappresentato un’ulteriore occasione di contesa tra blocchi politici

Politica

È stata eletta, nella giornata di ieri, l’assemblea regionale della nuova Autorità idrica della Calabria, già istituita con una legge regionale del 2017, organismo che dovrà occuparsi della gestione integrata del ciclo delle acque in tutto il territorio calabrese. Ad entrare nell’organismo 40 sindaci calabresi, dei quali quattro spettanti alla provincia di Vibo Valentia ed eletti in seguito all’apposita consultazione tenutasi al Comune di Vibo e alla quale hanno preso parte, divisi, in tre fasce demografiche, i primi cittadini vibonesi. E se il sindaco del comune capoluogo, Elio Costa, è entrato di diritto nell’organismo, nel sancire gli altri tre componenti, gli schieramenti politici non si sono fatti mancare la consueta corsa alla preferenza per misurare i rapporti di forza all’interno delle amministrazioni locali.

Così, per ciò che riguarda i comuni con popolazione oltre i 5mila abitanti, ad avere la meglio è stato il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo che ha ottenuto 2 voti così come il collega di Serra San Bruno, Luigi Tassone, ma ha conquistato il posto in assemblea sulla base del maggior numero di abitanti della città napitina. I due primi cittadini si sono spartiti i voti dei sei comuni ricadenti in questa fascia (oltre ai loro, quindi, quelli di Mileto, Filadelfia, Nicotera e Tropea). Tre di questi sono, com’è noto, retti da commissioni straordinarie in seguito allo scioglimento degli organi elettivi e non hanno preso parte al voto con la sola eccezione di Mileto, il cui commissario ha invece regolarmente espresso la sua preferenza. 

Nella fascia dei comuni con popolazione tra i 1001 e i 5000 abitanti ad avere la meglio è stato il sindaco di Arena Antonino Schinella a discapito del collega di Stefanaconi Salvatore Solano. 18 le preferenze ottenute dal primo contro le 15 di Solano. Un ulteriore voto è andato al sindaco di Capistrano Marco Martino e una scheda è stata depositata in bianco. Infine per i comuni al di sotto dei mille abitanti è stato eletto il sindaco di Spadola, Cosimo Damiano Piromalli

Sul piano politico si ripropone anche in questa occasione, come detto, la contrapposizione tra il blocco rappresentato dall’area del Partito democratico vibonese che fa capo all’ex deputato Bruno Censore, molto radicata nelle amministrazioni locali, e quella che invece si riconosce nelle figure di Gianluca Callipo e dell’ex presidente della Provincia Francesco De Nisi con il sostegno degli amministratori dell’area forzista che si rivede nel neo senatore Giuseppe Mangialavori. Da attribuire a questa seconda fazione, evidentemente, l’elezione di Callipo, mentre l’area censoriana può salutare con favore l’ingresso in assembla del sindaco di Arena Schinella, sul quale si è concentrato il consenso dei sindaci fedeli al politico di Serra San Bruno, a discapito del collega di Stefanaconi Solano che, candidandosi autonomamente, aveva poi incassato il sostegno dell’area contrapposta senza tuttavia riuscire a spuntarla per una manciata di voti.  

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