Joppolo, le nuove tariffe comunali fanno discutere

Le critiche del consigliere di minoranza, Stefano Siclari, ai tanti aumenti per i diritti di istruttoria delle pratiche che interessano i cittadini

Le critiche del consigliere di minoranza, Stefano Siclari, ai tanti aumenti per i diritti di istruttoria delle pratiche che interessano i cittadini

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Si palesa un ulteriore danno nei confronti dei cittadini a seguito della deliberazione della giunta comunale n. 11/2018, con la quale vengono rideterminate ed, in alcuni casi istituite, le tariffe comunali inerenti i diritti di istruttoria delle pratiche urbanistiche, delle concessioni e delle operazioni cimiteriali, dello Sportello Unico per le Attività Produttive e, in generale, riguardo ogni attività espletata nei confronti dei privati. Ciò premesso, va rilevato come sia stato deliberato un forte aumento, rispetto le precedenti tariffe, senza che ciò venga comprensibilmente giustificato con delle esaustive procedure istruttorie da parte dell’ente, che finirebbero per prosciugare il già compromesso bilancio comunale”. E’ quanto afferma in una nota il consigliere comunale di minoranza del Comune di Joppolo, Stefano Siclari.

“E’ vero, infatti, che la corresponsione delle tariffe è da bilanciare proporzionalmente rispetto all’effettivo servizio erogato dall’ente e non, come in questo caso, ideata al solo fine di fare cassa. Per molte delle voci indicate nell’approvato “tariffario” risulta palesemente ingiustificabile il costo relativamente al servizio realmente offerto e, a tal proposito, appare opportuno analizzare le cifre. Esempio lampante – spiega Siclari – è costituito dalle tariffe per il rilascio dei certificati di destinazione urbanistica che, partendo dalla già gravosa soglia minima di 50 euro, si spinge addirittura sino alla iniqua soglia di 150 euro. Un aumento del 50% in più rispetto alle vecchie tariffe che, comunque, prevedevano una soglia massima di 100 euro. E pensare che in Comuni molto più rilevanti per popolazione, carico lavorativo e centralità burocratica come Vibo Valentia e Catanzaro si parte da un minimo di 35 euro per non superare i 59 euro. Potremmo ancora citare l’aumento del 50% delle tariffe per la lottizzazione di aree che dai fissi 516 euro passa ad un minimo di 1.000 euro, progredendo di ulteriori 500 euro a seconda dell’estensione territoriale interessata. Ed ancora: per il rilascio del permesso di costruire si ha un aumento del 50% e si arriva all’aumento di oltre il 300% per i permessi a costruire in sanatoria, passando dal vecchio contributo di 450 euro a quello odierno pari a 1.500 euro. Per tutti gli altri atti in materia edilizia (certificati, autorizzazioni, attestati) è stato deliberato un aumento pari al 500% rispetto alle vecchie tariffe, passando dai 20 euro a 100 euro. Un Comune come quello di Vibo Valentia offre similari servizi con tariffe che non si spingono oltre i 35 euro. Altra batosta per i cittadini joppolesi arriva dai servizi cimiteriali: il costo per la concessione di suoli cimiteriali per la realizzazione delle sepolture ha un aumento, al metro quadro, che va da un minimo del 320% (da 250 euro a 800 euro) ad un massimo del 400% per arrivare a 1000 euro al metro quadro, oltre a vedersi addebitare, secondo tabella, ulteriori 150 euro per diritti concessori; anche le tumulazioni di cassettine di riduzione subiscono un drastico aumento, toccando i 250 euro, quando, per la stessa operazione, in Comuni come Catanzaro non si supera la soglia dei 60 euro; infine, il costo di un loculo cimiteriale passa dai 1.032 euro ai 1.800 euro, con un aumento di circa il 180%. Periodicamente tutti i Comuni, anche se non seguendo particolari criteri normativi, adeguano le proprie tariffe perseguendo comunque un qualsiasi principio razionale e di buon senso. 

Molti enti, infatti, rapportano l’aumento delle proprie tariffe – continua il consigliere comunale – agli indicatori Istat dei prezzi al consumo delle tariffe, che, in genere, riproduce mediamente  un aumento dei prezzi annuo che ruota intorno all’1%: per il 2017, ad esempio, si è assistiti ad un aumento dell’1.1% mentre nel 2016, addirittura ad una diminuzione dello 0.1%. A questo punto risulta facile chiedersi, non senza stupore, a quali criteri la giunta comunale si sia ispirata per applicare degli aumenti alle tariffe in maniera spregiudicata, probabilmente al solo fine di accrescere, alla rinfusa e senza raziocinio, gli introiti comunali, per ripianare gli sperperi passati, a spese dei cittadini e, sicuramente, senza riflettere sulle ricadute economiche in un tessuto sociale già seriamente compromesso.  Un’amministrazione, questa, rincorrente a scelte inique che rasentano la follia e che non riesce ad avere una visione di insieme che vada oltre i meri meccanismi ragionieristici, ponendosi realmente di fronte ai reali problemi del cittadino e della collettività tutta. Un’amministrazione che, così facendo – conclude Sicari – nega al cittadino ogni diritto e che trasforma ogni pratica, compresa la morte, in un lusso”. 

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