Vibo, l’ex assessore Console: «Costa trasformista, ha tradito chi l’ha votato»

L’attuale commissario cittadino dell'Udc punta il dito contro il sindaco che avrebbe contraddetto gli impegni assunti in campagna elettorale, a cominciare dalla promessa di mantenere le distanze dalla politica

L’attuale commissario cittadino dell'Udc punta il dito contro il sindaco che avrebbe contraddetto gli impegni assunti in campagna elettorale, a cominciare dalla promessa di mantenere le distanze dalla politica

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 «Tre anni fa i vibonesi premiarono con il loro consenso un progetto civico, ritenendo sufficiente, per cambiare lo stato di cose, limitare l’azione dei partiti nella selezione delle competenze e nella responsabilità di un possibile sviluppo del territorio, affidando le sorti di Vibo ad un “cittadino” sindaco che prometteva la realizzazione del programma della “Città dei cittadini”». È quanto dichiara in una nota l’ex assessore del Comune di Vibo Valentia e attuale Commissario cittadino Udc, Domenico Console.
«Da lì a breve, consiglieri e gruppi sostituirono, e continuano a confondere, il programma con il proprio progetto trascurando le esigenze dei cittadini; di quelli che devono raccogliere oltre 2.000 firme per ottenere l’apertura dei cimitero, di quelli che per ottenere udienza devono organizzare una serrata, di quelli che lamentano l’incuria in cui versano le strade, di quelli che ritengono che le frazioni siano abbandonate, di quelli che si dolgono perché non una sola opera pubblica è in via di ultimazione, di quelli che non ce la fanno più a sostenere la grave pressione tributaria post-dissesto.

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L’ex assessore punta poi il dito contro lo stesso primo cittadino Elio Costa «che propagandava e pretendeva l’assoluta distanza dai partiti» e oggi invece «trova la sua linfa vitale nel sostegno del riflesso consiliare di Forza Italia e, nonostante il professato sdegno per le forze politiche che dichiararono il dissesto, premia alcuni di quei consiglieri con un posto in giunta». 

Per Console, queste sono «contraddizioni evidenti di chi continua a sperare nella condivisione di un patto di fine consiliatura che, a distanza di venti giorni, non pare abbia riscontrato molti sostenitori».

L’esponente Udc concentra la sua riflessione anche sul lavoro dei capigruppo ai quali chiede di chiarire «ai cittadini quali azioni di risanamento dei conti non hanno funzionato o chi non le ha efficacemente esperite». «Dichiarino – continua – l’indirizzo politico che intendono dare alla burocrazia per la predisposizione del Piano di rientro, se sono previsti mutui e per quali opere o servizi di interesse generale; assicurino che non ci saranno tagli alla spesa sui servizi scolastici e sui servizi sociali e formalizzino l’impegno dei loro consiglieri a contenere la spesa rinunciando ai rimborsi per il carburante, giacché basta la legge per scongiurare la richiesta di rimborso del bollo auto e dell’assicurazione». 

Ma il suo obiettivo principale resta Cosa: «Dal sindaco e da chi ancora pensa di amare la città ci aspettiamo un’analisi attenta di tutti i fatti politicamente rilevanti che abbiamo elencato e che chiariscono, anche ai meno capaci, l’assenza della maggioranza elettorale costruita sulla base di un programma e di promesse ormai tradite, rammentandogli ciò che i cittadini votarono a maggio 2015, non a pasqua né a natale. Capiranno, allora – conclude Console – che il trasformismo seppur ben mascherato, di una maggioranza elettorale in politica, soprattutto in assenza di significativi traguardi nell’immediato futuro, a Vibo come a Roma, costituisce violazione della sovranità popolare e premio per il miglior salto della quaglia, o del canguro se preferisce, con la metamorfosi fatale del progetto della “ Città che vorrei” in quello della “ Poltrona che vorrei” o, ancor peggio, in quella “che non mollerei”».