Vibo, “fuoco amico” su Costa. Grillo: «Forza Italia non gli faccia da stampella»

L’ex consigliere regionale invoca un confronto interno al partito sulla crisi a Palazzo Luigi Razza: «Non possiamo rimanere in silenzio e caricarci di un fallimento che non ci appartiene»

L’ex consigliere regionale invoca un confronto interno al partito sulla crisi a Palazzo Luigi Razza: «Non possiamo rimanere in silenzio e caricarci di un fallimento che non ci appartiene»

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Alfonso Grillo (Forza Italia)
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«Sento la responsabilità d’intervenire nella discussione che accompagna il protrarsi di una situazione politica diventata pesante da sostenere per una città, Vibo Valentia, già piegata da mille problemi. Una riflessione preoccupata la mia, doverosa e spero non tardiva, perché il non fare niente corrisponde comunque a fare qualcosa cioè: mantenere lo stato delle cose». A riferirlo in un comunicato stampa è l’ex consigliere regionale Alfonsino Grillo, oggi nelle fila di Forza Italia, ovvero il principale partito che sostiene l’attuale maggioranza guidata da Elio Costa. Ed è proprio quello di «spronare il partito» l’intento di Grillo «anche se prevedo – spiega – che non mancheranno polemiche, fuori e dentro gli ambienti di Palazzo Luigi Razza, essendo io stato in passato facile profeta nel prevedere, come è noto, l’odierna condizione e conseguentemente prendere le distanze da Costa prima che le sue azioni trascinassero Vibo Valentia nell’irrilevanza politica». 

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Per l’ex consigliere regionale: «se non rispetti gli accordi, inneschi liti tra i gruppi consiliari, inquini il dibattito, favorisci lo scontro, non promuovi la partecipazione sociale e metti a seria prova la pazienza dei cittadini, e se davanti a tutto ciò sei anche portato a pensare che tutto va bene, o sei un ingenuo o un caso di autostima ipertrofica, in ogni caso ti mancano i requisiti per guidare una città. Il progressivo assottigliarsi dell’autorevolezza del capo di un’Amministrazione, in una crisi politica, in particolare quando guida una aggregazione civica, è una componente che pesa eccome, e in questa circostanza è causa e anche effetto. A mio parere la natura della crisi è politica e chi pensa di superarla con soluzioni ad effetto “placebo”, come ad esempio la grande idea di riproporre programmi o l’incastro di “maggioranze variabili” tra l’altro agendo in un contesto socio-politico che non è più quello del 2015, dimostra di essere veramente fuori dalla realtà. Complicato – aggiunge Grillo – è poi ipotizzare che entità politiche conflittuali, già da tempo separate nei percorsi e negli obiettivi, possano all’improvviso trovare la quadra, mentre all’orizzonte si addensano le nubi di un possibile, ed ulteriore, dissesto finanziario e l’approssimarsi delle competizioni elettorali che, vuoi o non vuoi, impegneranno gli amministratori comunali su fronti opposti».

Per l’ex esponente di Ncd: «la percezione è che qualsiasi maggioranza si tenti di far nascere sarà debole e porosa, con l’aggravante che non esiste un quadro politico di riferimento preciso che, quantomeno, avrebbe potuto creare una  piattaforma da cui partire per smussare le diversità. Una situazione preoccupante dunque che necessita una valutazione approfondita, per tentare di trovare, perché no, ove vi fossero, ricette alternative alla chiusura anticipata della legislatura, se la ragion di Stato lo richiedesse. Per far ciò è necessario capire il ruolo del partito, a che titolo è impegnato nelle dinamiche di Palazzo Luigi Razza, quale la posizione ufficiale, perché al momento questo non è chiaro. Fare la stampella, per mantenere una così fatta realtà parallela in cui da una parte si mantiene un’equivoca posizione politica interna e dall’esterno invocare chiarezza e risultati che non arrivano, non credo gioverà mai ne alla città nè al partito. Forza Italia è soggetto guida della coalizione di centrodestra, in città e provincia ha ottenuto consenso importanti, quindi non può, e non deve, sottrarsi alla responsabilità che gli compete cioè quella di ricercare soluzioni per il superamento di una crisi che non è più sostenibile per la città. Le difficoltà esistono e a questo punto bisogna prenderne atto, si apra un tavolo di analisi e confronto e si trovi una linea ufficiale che impegni tutti davanti all’opinione pubblica. Forza Italia non può rimanere in silenzio e caricarsi la responsabilità di un fallimento che non gli appartiene. Passi in avanti non valutati, e, specialmente, non condivisi, rischiano di generare confusione e rotture insanabili che al momento bisogna scongiurare perché la comunità vibonese non se li può permettere».

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