Piazza al buio, strade disastrate e uno stagno in spiaggia: “Così muore Bivona” (VIDEO)

L’ex segretario cittadino del Pd, Stefano Soriano, denuncia lo stato di abbandono in cui versa quella che un tempo era una ridente località balneare. Quindi l’accusa al Comune: «A zero investimenti corrispondono zero risultati»

L’ex segretario cittadino del Pd, Stefano Soriano, denuncia lo stato di abbandono in cui versa quella che un tempo era una ridente località balneare. Quindi l’accusa al Comune: «A zero investimenti corrispondono zero risultati»

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«Una piazza buia, quella della Marinella a Bivona che oramai da anni è abbandonata a se stessa. Buia perché il Comune non riesce a garantire più neanche l’illuminazione a causa di un’anomalia dell’impianto rilevata diversi anni fa e mai risolta. Succede che a Bivona un impianto di illuminazione realizzato subito dopo l’alluvione, precisamente nel 2007, non sia conforme a quello che la legge dispone per gli impianti realizzati in riva al mare. Nessuno se ne accorge fino a quando non capita un incidente e l’autorità giudiziaria apre un inchiesta. Da quel momento sulla piazza di Bivona calano lentamente le ombre e, come si sa, nelle ombre trovano spazio la miseria umana e l’inciviltà, che qualche notte fa ha portato qualcuno a rubare addirittura tre panchine presenti nella piazza lasciandola cosi ancora più spoglia».

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È quando denuncia in un comunicato stampa Stefano Soriano, già segretario cittadino del Partito democratico di Vibo Valentia. «Un posto – Bivona, per Soriano – abbandonato da tutte le istituzioni. Perché Bivona ad oggi è la terra di nessuno. Quella in cui esiste una spiaggia enorme e bellissima (la più grande  spiaggia libera del territorio comunale) in cui ha trovato spazio uno stagno per le rane; quella in cui le strade sembrano Beirut in quanto a crateri ed abbandono; quella in cui esiste una delle poche Tonnare calabresi ristrutturata poco prima dell’alluvione, e che sta cadendo in pezzi perché nessuno ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità risolvendo alcune questioni burocratiche che insieme alla piccolezza degli uomini ne stanno causando la lenta distruzione; quella in cui esiste un parco gioco per bambini che la sera non è illuminato e diventa il territorio preferito da chiunque voglia far danno. Ed infine la gente che oramai ha perso totalmente il senso civico e che tratta questo bel paesino come fosse la peggior discarica del mondo in cui vieni a gettare la qualsiasi (ricordo l’anno scorso comparvero sulla spiaggia dei materassi ed un divano) ed a prelevare qualcosa, che magari ancora può essere usata, come da ultimo le panchine della piazza».

Per l’esponente politico «quando si giunge a questa situazione le colpe ovviamente sono di tutti, dai cittadini alle istituzioni, tuttavia è strano che le cosiddette “Marinate”, che sono in assoluto il territorio in cui l’attuale sindaco Costa e la sua amministrazione hanno ottenuto un plebiscito e su cui il sindaco in campagna elettorale aveva fatto le più belle promesse, oggi in realtà siano i posti più abbandonati a se stessi e privi di qualsivoglia controllo. Zero investimenti, zero progetti, zero risultati. Su Bivona, che tuttavia ritengo abbia ancora la possibilità di risollevarsi perché popolata da molte persone per bene e volonterose con cui sono certo si proverà nel breve periodo a dare una svolta, l’Amministrazione Costa ha deciso di spegnere le luci e non solo quella della sua graziosa piazzetta».