Lite Mirabello-Viscomi, il Pd vibonese in pieno psicodramma

Il primo cittadino di Serra San Bruno scrive a Martina affinché punisca il parlamentare del suo partito. I sindaci di Pizzo e San Nicola da Crissa lo difendono

Il primo cittadino di Serra San Bruno scrive a Martina affinché punisca il parlamentare del suo partito. I sindaci di Pizzo e San Nicola da Crissa lo difendono

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Assume sempre più i contorni di uno psicodramma in salsa democrat la polemica innescata dal consigliere regionale Michele Mirabello nei confronti del deputato Antonio Viscomi, a cui è stato rimproverato di aver accettato l’invito ad un dibattito pubblico sulla sorte dell’ospedale di Serra San Bruno, organizzato dall’associazione LiberaMente, vicina all’opposizione consiliare del comune serrese, guidato dal sindaco Pd Luigi Tassone, censoriano doc.

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Dopo il botta e risposta tra i diretti interessati, con Mirabello che ha accusato Viscomi di «perseguire una inaccettabile mutazione genetica del partito» e il parlamentare che si è difeso rivendicando il suo ruolo di rappresentanza territoriale, nello scontro si inserisce ora lo stesso sindaco Luigi Tassone (nella foto al centro), che ha scritto addirittura al segretario reggente del partito Maurizio Martina e quelli regionale e provinciale, rispettivamente Ernesto Magorno e Vincenzo Insardà

«Non posso negare – scrive il primo cittadino di Serra – le perplessità che abbiamo avuto nel constatare la partecipazione di rappresentanti istituzionali del Partito democratico, ad un’iniziativa promossa dalle forze di opposizione del Movimento 5 Stelle e del Centrodestra. La presenza dell’on. Antonio Viscomi a una manifestazione finalizzata alle operazioni di un’opposizione distruttiva e che ha come unico obiettivo quello di strumentalizzare problematiche importanti per calcoli di natura politica contingente, confonde e delegittima il lavoro del partito sul territorio».

Per Tassone, dunque, è «più che mai necessaria una presa di posizione netta da parte del Pd a livello regionale e nazionale, con l’obiettivo di ripristinare le regole, la linearità e la correttezza politica, superando ogni ambiguità».

Ovviamente più pacata e ironica è la posizione ufficiale assunta dall’associazione promotrice dell’incontro pubblico, che ha cercato di focalizzare l’attenzione sul tema del convegno. «Il nostro intento – spiegano – è quello di avviare una riflessione politica seria e consapevole sullo stato attuale dei servizi sanitari locali e dell’Ospedale “San Bruno”, iniziando un percorso di affermazione del diritto alla Sanità che superi i colori politici per avviare un confronto con i rappresentanti del territorio in modo schietto e diretto». 

Premessa sulla quale precisano di aver invitato tutti «i massimi rappresentanti istituzionali delle varie formazioni politiche». «Rappresentanti con i quali abbiamo avuto occasione di confrontarci in passato e che ben conoscono il nostro modo di fare politica: trasversale e orientato verso i valori del civismo – continuano – È questo il caso del senatore Giuseppe Mangialavori e dell’onorevole Wanda Ferro, appartenenti a partiti diversi, oppure della senatrice Silvia Vono, del Movimento cinquestelle».

Poi la stoccata sarcastica diretta a Mirabello, che sarebbe stato invitato al pari degli altri con un messaggio di posta elettronica: «Per quanto riguarda gli inviti, forse da giovani inesperti che non frequentano le strutture regionali dei gruppi consiliari, abbiamo pensato che lo strumento della e-mail, ad oggi, sia uno strumento alquanto diffuso e utilizzato per ottemperare a questa esigenza. L’invito, quindi, a presenziare alla nostra iniziativa è ancora valido». Appello che rivolgono anche al sindaco, anche se con scarse possibilità che venga accolto: «L’auspicio è che proprio il sindaco possa superare questa polemica interna al suo partito che riguarda la nostra cittadina: presenziando alla nostra iniziativa dimostrerebbe coerenza con quanto dichiarato rimettendo sotto i riflettori il tema della sanità locale».

In difesa di Viscomi si schiera il sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo (nella foto a sinistra), che definisce «scorretto umanamente e inopportuno politicamente attaccare in maniera così scomposta un deputato del proprio partito, solo perché ha accettato l’invito a un dibattito pubblico».

«Trovo sorprendete – continua Callipo – che nonostante la lezione impartita dagli elettori a tutto il Pd calabrese, si continui a polemizzare su cose che alle persone normali, quelle che devono fare i conti ogni giorno con i problemi della vita quotidianità, non interessano minimamente. All’incontro di Serra sono stati invitati tutti i rappresentanti istituzionali, compreso lo stesso Mirabello. Non si può continuare a dire che il partito deve ricominciare ad ascoltare i cittadini, deve essere ricostruito partendo dai territori, se poi, alla prima occasione, si nega così clamorosamente il confronto. Le critiche di Mirabello a Viscomi, dunque, oltre a essere inutilmente aggressive, sono paradossali, non solo perché rivolte a un parlamentare del proprio partito, ma perché vanno a stigmatizzare una volontà di partecipazione e di confronto che dovrebbe invece ispirare da tempo il Pd vibonese, che continua invece ad avvitarsi sui personalismi più esasperati».

Sempre da Pizzo, dove Viscomi risiede, interviene anche il segretario del circolo cittadino del Partito democratico, Raffaello Molè, richiamando Mirabello «a un’analisi seria della situazione». «Il partito non è proprietà esclusiva di pochi – sottolinea Molè – e, se si dovesse continuare con queste liti interne, alle prossime elezioni il simbolo del Pd sparirà dalla scheda elettorale. È arrivato davvero il momento di dire basta ai personalismi, cominciando a lavorare seriamente per ricostruire il Pd affinché sia patrimonio di tutti».

Contro Mirabello interviene anche il sindaco di San Nicola da Crissa, Giuseppe Condello (nella foto a destra). «È del tutto evidente – scrive – che chi fa politica non può mai sottrarsi al confronto né con i cittadini né con chi la pensa diversamente né con chi milita in altri partiti. Chiudersi in una torre dorata e parlare solo con i propri amici non è cosa buona, e le elezioni di marzo l’hanno dimostrato». 

Per Condello, dunque, «questa è un’idea di partito che allontana i cittadini, che alimenta il distacco dalla politica e disperde le energie più vive che esistono nella società. E quindi fa perdere le elezioni, com’è puntualmente avvenuto». «I democrati vibonesi – conclude – hanno bisogno di un partito aperto, plurale, che rispetti ed accolga tutte le diverse sensibilità e culture politiche. Da oggi lavoreremo ancora più alacremente per costruire questo partito, per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, a partire da quelli per una sanità efficiente ed efficace. Da oggi avremo un univo obiettivo: meno veti, più voti!».

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