Salta ancora il numero legale, Ato rifiuti di Vibo verso il commissariamento

Nell’ultima seduta utile prima della scadenza imposta della Regione presenti solo 15 sindaci su 50. Dal primo luglio potrebbe essere “emergenza spazzatura”. Appello alla responsabilità dall’assessore Lombardo

Nell’ultima seduta utile prima della scadenza imposta della Regione presenti solo 15 sindaci su 50. Dal primo luglio potrebbe essere “emergenza spazzatura”. Appello alla responsabilità dall’assessore Lombardo

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La riunione dell'Ato di ieri. Al centro, in piedi, Lombardo
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È saltata per mancanza del numero legale anche l’ultima assemblea dei sindaci dell’Ato 4 rifiuti di Vibo Valentia. Presenti solo 15 Comuni su 50 per una popolazione rappresentata di circa 80mila abitanti. Era, quella di ieri, l’ultima seduta utile per adempiere agli obblighi della Regione relativamente al subentro dell’organismo territoriale nei rapporti contrattuali con i gestori degli impianti di trattamento; all’approvazione del regolamento di funzionamento dell’Ufficio comune e alle dichiarazioni di disponibilità di personale da assegnare all’Ufficio comune; ai versamenti sul contro corrente dedicato al funzionamento del suddetto ufficio; alle attività da intraprendere per la tempestiva sottoscrizione dei contratti di gestione ancora in capo alla Regione.   

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Mancando tali atti, dopo la diffida da parte della stessa Regione che aveva fissato per la giornata di oggi, venerdì 25 maggio, il termine ultimo, di fatto l’organismo collegiale si espone al commissariamento, a meno di una proroga da parte del competente dipartimento regionale. In caso contrario, quindi in mancanza di una proroga, la procedura prevede l’immediato commissariamento del Comune capofila e quindi dell’Ato. Uno scenario che per molti, a partire dall’assessore all’Ambiente di Vibo Valentia Lorenzo Lombardo, dal 1° luglio prefigurerebbe un autentico caos del settore, con la Regione che revocherà le convenzioni con le piattaforme di smaltimento dell’indifferenziato e i Comuni impossibilitati a contrarre autonomamente accordi economici, rischiando di trovarsi montagne di rifiuti per le strade. Nell’estremo tentativo di scongiurare tale eventualità (e nella speranza che dalla Regione arrivi una proroga, considerato che anche la provincia di Cosenza non ha rispettato la scadenza) una nuova assemblea è stata convocata per il 31 maggio. Confidando che questa volta la maggioranza dei primi cittadini non decida di boicottare nuovamente la seduta. «Sarebbe una scelta funesta – ha riferito ancora Lombardo -. L’auspicio è che, sempre che la Regione conceda una proroga, tra gli amministratori prevalga il senso di responsabilità per non trovarci tra non molto tempo in piena emergenza».