Vibo Marina, la denuncia di Grillo (FI): «Dopo il 4 marzo sul porto è calato il silenzio»

L’ex consigliere regionale, oggi esponente di Forza Italia, richiama l’attenzione sull’infrastruttura portuale invocando specifici interventi per il suo rilancio 

L’ex consigliere regionale, oggi esponente di Forza Italia, richiama l’attenzione sull’infrastruttura portuale invocando specifici interventi per il suo rilancio 

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«Sembra che a richiamare la nostra attenzione, personalmente mai bassa, sull’importanza dell’infrastruttura di Vibo Marina sia lo stesso porto. Apprendo, dopo oltre una settimana di attività di caricamento e manovre, della partenza della nave mercantile “Da yu xia”, lunga 170 metri e di oltre 21.000 tonnellate. Navi di queste dimensioni, mentre negli anni passati era quotidianità vederle ormeggiate o transitare nel porto, ormai sono divenute rarità purtroppo. La nave riparte con a bordo una commessa costruita nello stabilimento metalmeccanico più importante nella provincia vibonese e del Sud, la “Ge Oil & Gas-Nuovo Pignone” che ha sede nella frazione di Porto Salvo, a pochi chilometri dal porto. Essa è una delle prime grandi industrie ad essersi insediata proprio in quel territorio per la posizione strategica del nostro porto. Ricordiamo infatti che la Ge Oil & Gas invia in tutto il mondo, soprattutto utilizzando le vie marittime, impianti di raffreddamento e compressione ma non tralasciamo che al suo interno lavorano centinaia di persone. Lo stabilimento, nonostante le carenze strutturali e la ristrutturazione che da anni sono al centro della discussione politica ma senza mai giungere a serie risoluzioni, continua a dimostrare anche con grandi difficoltà, le potenzialità di un porto che adeguatamente strutturato potrebbe divenire nuovamente scalo commerciale e turistico di importanza internazionale». 

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A riferirlo in una nota è l’ex consigliere regionale Alfonso Grillo, esponente di Forza Italia, il quale, in relazione alle questioni che interessano l’importante scalo portuale afferma: «non mi stancherò mai di sottolinearne la sua importanza come centro nevralgico, rendendo reali i lavori necessari, con benefici che ne trarrebbe un’intera provincia in ogni settore. Ormai è necessario agire in tale direzione, non può esser più solo un argomento da campagna elettorale. Dopo tante parole spese, è vitale mettere in moto la macchina burocratica evitando intoppi e scorrettezze procedurali e non, che hanno portato alla perdita di cospicui finanziamenti in grado di rilanciare l’intera provincia di Vibo Valentia».

Si tratta, spiega, di «una macchina burocratica che io stesso, nelle vesti di consigliere regionale, avevo attivato attraverso la proposta di Legge n.497, tesa appunto allo sviluppo dell’area portuale che permise l’inserimento nel Por 2014/2020 del Porto di Vibo Marina come importante struttura strategica. La proposta di Legge avrebbe potuto dare il via a un percorso finanziario concreto per poter intervenire in brevissimo tempo sull’infrastruttura e prospettandone appunto un indirizzo di tipo turistico, con specifica per riqualificazione, messa in sicurezza e adeguamento dei porti nella rete regionale portuale. Nella mia proposta si era deciso di avviare inoltre due specifici interventi: uno sul dragaggio e banchine; uno sul braccio frangiflutto. Nel marzo 2014 sfuggì l’occasione di non poco conto, di far attraccare le navi della nota Costa Crociere proprio perché inadeguato: il ciò dovuto alla mancata attenzione di chi di competenza verso tale importantissima infrastruttura. Ricordo anche che fra i porti calabresi designati come destinatari dei 20 milioni di euro per il rilancio e la competitività del sistema portuale calabrese, per la riqualificazione e l’adeguamento infrastrutturale, a rimanere fuori è il Porto di Vibo Marina. Poco meno di un anno fa il consigliere Mirabello tuonava che la Regione Calabria aveva stanziato fondi per la struttura portuale vibonese, e a dargli man forte ogni livello regionale del Pd, presidente Oliverio compreso. Invece, come già preannunciato dall’ intenzione di voler essere slogan elettorale per le votazioni nazionali, nemmeno l’ombra di un euro. Dal 4 marzo, silenzio assoluto sul Porto di Vibo Marina se non qualche piccola voce fuori dal coro che si limita a parole che trovano il tempo di esser pronunciate ma ancora di concreto nulla».

Infine Grillo ricorda che «la responsabilità del mancato finanziamento è proprio la loro che hanno precluso la possibilità di accedere ai finanziamenti stralciando Vibo dal Por, inserito invece con la proposta di legge n.497. Lo stesso nuovo presidente dell’Autorità portuale, l’assessore Russo, a inizio conferimento incarico aveva espresso la volontà del rilancio del Porto di Vibo Marina ma ultimamente la sua attenzione, a scapito nostro, è volta al solo Porto di Gioia Tauro e sembra quasi schivare la problematica del nostro territorio. Non dimentichiamo inoltre il grande protagonista assente al tavolo delle richieste: Il Comune di Vibo Valentia. Rimarrebbe solo da stendere un velo pietoso sulle responsabilità dei mancati adempimenti. Basterebbe solo un impegno maggiore della politica per rilanciare questa infrastruttura e rilanciare un territorio meritevole di esser considerato il fiore all’occhiello della provincia di Vibo Valentia e spingere anche nuovi investitori a renderlo punto centrale delle loro attività economiche». 

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