Primo Consiglio a Mileto, è già bagarre tra maggioranza e opposizione

La seduta si è infiammata sul nodo delle indennità e sulla formazione della Giunta che, per il capogruppo di minoranza Giordano penalizza la rappresentanza del capoluogo a favore delle frazioni 

La seduta si è infiammata sul nodo delle indennità e sulla formazione della Giunta che, per il capogruppo di minoranza Giordano penalizza la rappresentanza del capoluogo a favore delle frazioni 

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Il primo consiglio comunale dell'era Mazzeo
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Educato nella forma, acceso, spigoloso, tutt’altro che protocollare nella sostanza. Questo è stato, in breve, il primo consiglio dell’Amministrazione di Mileto guidata da Rosetta Mazzeo. L’incontro doveva semplicemente sancire l’investitura ufficiale del primo sindaco donna. Invece, al di là delle dichiarazioni di facciata, ha registrato diversi momenti “caldi”, in una sala consiliare gremita di cittadini pronti ad esprimere con calorosi applausi apprezzamento per l’una o per l’altra parte. A mettere “pepe”, Natino Giordano, il quale sin da subito ha posto l’accento sulla situazione economico-contabile degli eletti della maggioranza. «Degli otto consiglieri – ha affermato il leader di “Città futura” – solo uno è in regola con i pagamenti dei tributi. Alcuni, addirittura, non risultano nemmeno iscritti a ruolo. Tutto questo non comporta una incompatibilità nella forma, visto che c’è tempo per sanare la posizione, ma nella sostanza sì». 

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Proprio in considerazione di ciò, sul punto l’opposizione ha votato solo a favore della convalida dell’elezione di Francesco Schimmenti, mentre per gli altri esponenti di maggioranza ha preferito astenersi. In precedenza, nel suo discorso d’insediamento il sindaco Mazzeo aveva «con chiarezza» posto l’accento sulle numerose criticità presenti in Comune. Da qui la necessità di mettere in moto «una migliore organizzazione della macchina amministrativa», di rideterminare «la pianta organica, sopperendo alle odierne numerose carenze», di verificare lo stato finanziario del Comune, «che come tutti gli enti locali della regione soffre per il mancato trasferimento dei fondi statali». Altro motivo di frizione, quello attinente alla delibera sulle indennità di funzione degli amministratori comunali, che a parere di Giordano «non fa onore al Consiglio. Mileto – ha sottolineato, anticipando il voto contrario della minoranza –  è un Comune in predissesto. Oggi ci ritroviamo qui con proposte di rideterminazione di compensi a sindaco (2.509 euro), vicesindaco (1.255 euro) e assessori (1.129 euro), che appaiono un paradosso in un momento in cui si parla di abolizione dei vitalizi e delle pensioni d’oro». In disaccordo sul presunto aumento delle indennità il sindaco, che comunque non ha inteso replicare. Nel corso dell’incontro, si è provveduto anche ad eleggere il nuovo presidente del consiglio, una carica che sarà rivestita dall’esponente di maggioranza Noemi Colloca, eletta con il voto contrario dell’opposizione che, dal canto suo, aveva puntato su Maria Grazia Giordano

Il momento di maggiore attrito tra le parti, tuttavia, si è registrato quando il primo cittadino ha comunicato la nuova Giunta, composta da: Antonio Gaetano Prestia (vicesindaco con deleghe all’Agricoltura, Ambiente e Personale), Nicola Fogliaro (assessore Lavori pubblici e Urbanistica), Emanuela Greco (assessore Pubblica istruzione) e Marilena Mangone (assessore Commercio, Mercato e Politiche giovanili). «Il suo – ha chiosato Giordano – è un atto di grave discriminazione nei confronti della città capoluogo, campanilismo becero che fa sì che Mileto non abbia nessun rappresentante nell’organo esecutivo, a fronte dei 4 di Paravati, compreso lei, e dell’unico di Comparni. Si ravveda e inserisca un assessore di Mileto, una scelta possibile visto che, in virtù della sua presenza, per garantire il principio della pari opportunità basta un solo assessore donna». 

Piccata, in questo caso, la replica del sindaco. «La mia decisione – ha spiegato a conclusione dell’assise – è stata presa dopo una serie di consultazioni interne e dopo aver constatato che il collega Schimmenti preferiva non rivestire il ruolo di assessore nei primi due anni. Siamo partiti dal principio dei numeri e dell’alternanza, consci del fatto che noi “SiAmo Mileto” al di là del luogo di provenienza. Il campanilismo di cui parla, del resto, è stato rifiutato dagli stessi elettori, i quali hanno votato candidati di Mileto, o viceversa, senza tenere conto dell’ubicazione territoriale». 

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