“Debiti fuori bilancio nascosti per il mutuo sul teatro”: il caso arriva alla Corte dei conti

Preciso atto d’accusa dei consiglieri comunali dem Russo e Contartese: l’Amministrazione Costa avrebbe riconosciuto 900mila euro di tassa sui rifiuti, eludendo il piano di rientro, per rendere possibile l’accensione del prestito per il completamento della struttura 

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Preciso atto d’accusa dei consiglieri comunali dem Russo e Contartese: l’Amministrazione Costa avrebbe riconosciuto 900mila euro di tassa sui rifiuti, eludendo il piano di rientro, per rendere possibile l’accensione del prestito per il completamento della struttura 

Il nuovo teatro di Vibo
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«Nell’ultimo consiglio comunale è emerso in modo palese il piano di questa maggioranza, ordito circa tre mesi fa, al momento dell’approvazione di un bilancio consuntivo. Oggi, alla luce dei fatti, possiamo dire che quel consuntivo, che abbiamo provveduto a segnalare alle autorità preposte, è stato depurato da tutti i debiti dell’Ente ed approvato perché ciò era strumentale al mutuo per il completamento del teatro comunale, passato tramite la variazione di bilancio. Lunedì scorso le nostre convinzioni sono state rafforzate dalla contestuale approvazione di un debito fuori bilancio relativo alla tassa rifiuti regionale per conferimento in discarica 2016. Questa tassa, com’è confermato dai documenti, era nota all’Ente, e in particolar modo alla dirigente Ambiente e Bilancio, dall’aprile 2017, cioè dal mese prima dell’approvazione del conto consuntivo. Quindi, il debito, di oltre 900mila euro, avrebbe dovuto essere contabilizzato nell’anno 2017. Col riconoscimento, nell’anno 2018, l’Amministrazione, ha eluso le regole della contabilità armonizzata e i vincoli di finanza pubblica. Se, invece, fosse stata scelta la via indicata dalla normativa vigente, la maggioranza avrebbe dovuto optare per il piano di rientro. Questo non avrebbe consentito l’accensione di mutui. Ecco perché, in quattro giorni, nel maggio scorso, la Giunta è passata da un consuntivo contenente un piano di rientro a un consuntivo ‘normalizzato’».

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È un preciso e circostanziato atto d’accusa quello formulato all’indirizzo dell’amministrazione comunale di Vibo, guidata dal sindaco Elio Costa, dai consiglieri comunali del Partito democratico Giovanni Russo (capogruppo) e Pasquale Contartese. Un rilievo circa le operazioni contabili compiute dall’Ente che non mancherà di suscitare polemiche, specie in considerazione del fatto che i due esponenti dell’opposizione hanno provveduto a segnalare le presunte “gravi violazioni giuscontabili”, ventilando profili di “illegittimità amministrativa e responsabilità erariale”, a ministero dell’Economia e finanze, Ragioneria generale dello Stato, Procura regionale e Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, ministero dell’Interno, Direzione centrale Utg e autonomie locali, Prefettura di Vibo Valentia. In sostanza, il sospetto esplicitato dai consiglieri, è che l’approvazione del mutuo per il completamento del teatro comunale, vero obiettivo  di mandato dell’amministrazione Costa, sia stata resa possibile solo grazie a tali “espedienti” contabili

«Le anomalie non finiscono nemmeno qui – proseguono i due consiglieri -, perché anche la rateizzazione del debito per tassa rifiuti è in violazione di legge, precisamente del Tuel art. 194, che non consente di impegnare l’Amministrazione per cinque anni con debiti fuori bilancio ma al massimo per tre. Dunque non è questione se un’opera pubblica debba essere ultimata. Siamo tutti a favore dell’ultimazione del teatro, così come di ognuna delle tante opere pubbliche ferme. Questo è un falso problema. La domanda che bisogna porsi è: può la maggioranza calpestare le leggi pur di realizzare i suoi scopi? Certo che no, ma così è stato fatto».

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