“Debiti nascosti per accendere il mutuo sul teatro di Vibo”, Costa respinge le accuse

Secca replica del sindaco ai consiglieri comunali del Pd Russo e Contartese che hanno segnalato il caso alla Corte dei conti: «Affermazioni destituite da ogni fondamento»

Secca replica del sindaco ai consiglieri comunali del Pd Russo e Contartese che hanno segnalato il caso alla Corte dei conti: «Affermazioni destituite da ogni fondamento»

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

«E’ completamente destituita da ogni fondamento l’affermazione dei consiglieri comunali d’opposizione Contartese e Russo, secondo la quale il conto consuntivo sarebbe stato depurato da tutti i debiti dell’ente ed approvato per consentire l’accensione del mutuo per il completamento del Teatro comunale presso la Cassa depositi e prestiti. Evidentemente, i consiglieri ignorano la normativa sull’accensione dei mutui, che è riferita esclusivamente alla capacità di indebitamento dell’Ente ed alla sostenibilità finanziaria di pagare le rate».

Informazione pubblicitaria

È direttamente il sindaco di Vibo Elio Costa a respingere con fermezza le accuse che i consiglieri del Partito democratico Giovanni Russo e Pasquale Contartese che avevano segnalato alla Procura della Corte dei conti presunte anomalie contabili da parte dell’Ente che avrebbe a loro dire omesso di ricorrere ad un piano di rientro per un debito fuori bilancio pur di poter accedere al mutuo necessario a finanziare il completamento del teatro. «Ciò che più stupisce ed assume particolare gravità – sostiene il sindaco – è l’affermazione secondo cui l’Amministrazione avrebbe addirittura “nascosto i debiti per accendere il mutuo”. In realtà, il debito asseritamente nascosto era già stato inserito nel bilancio di previsione 2018-2020 e segnatamente per l’annualità 2019, quando cioè sarebbe stato possibile prevedere che il debito sarebbe divenuto certo, liquido ed esigibile. Successivamente, a seguito di diffida pervenuta dalla Regione Calabria in data 5 giugno 2018, l’amministrazione comunale chiedeva la transazione per la rateizzazione del debito, che veniva accordata dalla Regione con conseguente riconoscimento del debito fuori bilancio. Ovviamente, in questa fase, l’amministrazione comunale non poteva fare altro che limitarsi formalmente ad iscrivere in bilancio, in entrata ed uscita, la somma necessaria. Iscrizione che non vincola assolutamente la Cassa depositi e prestiti, la quale procede alla elargizione del mutuo soltanto dopo l’attenta analisi della situazione economico-finanziaria dell’Ente». 

Quindi il primo cittadino conclude: «Evidentemente, nonostante le ostentate dichiarazioni favorevoli al completamento del teatro, ai consiglieri che non hanno avuto remore a sollevare questioni senza attinenza con la decisione di contrarre mutuo, in realtà, il problema che la città possa essere dotata di un teatro non interessa proprio. Resta soltanto da dire, come avrebbero dovuto riconoscere i due consiglieri, che la Cassa depositi e prestiti non è stata tenuta all’oscuro della situazione economica dell’Ente, essendo stati trasmessi tutti i documenti alla stessa». 

LEGGI ANCHE: “Debiti fuori bilancio nascosti per il mutuo sul teatro”: il caso arriva alla Corte dei conti