Mileto, minoranza nella bufera dopo le dimissioni del sindaco Mazzeo

Ai componenti della maggioranza non sono piaciute la parole utilizzate dal capogruppo Natino Giordano per commentare la rinuncia all’incarico per “motivi di salute”. La replica di Prestia, Fogliaro e Pedullà: «Non faccia allusioni»

Ai componenti della maggioranza non sono piaciute la parole utilizzate dal capogruppo Natino Giordano per commentare la rinuncia all’incarico per “motivi di salute”. La replica di Prestia, Fogliaro e Pedullà: «Non faccia allusioni»

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La compagine del sindaco Mazzeo
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Nonostante le parole di apprezzamento per il gesto e di “ampia solidarietà e vicinanza” espresse ieri nei confronti del sindaco Rosetta Mazzeo dalla componente d’opposizione “Città futura”, non si respira un clima sereno a Palazzo dei normanni. Nel mirino della maggioranza, Natino Giordano. Agli esponenti di “SiAmo Mileto”, nello specifico, non sono piaciute alcune frasi rilasciate sui social dal capogruppo di minoranza pochi minuti dopo la clamorosa decisione della Mazzeo di dimettersi per problemi di salute dal suo incarico, a 55 giorni dalla sua elezione. Parole come: “Varie cause… che insieme portano a problemi di salute…”, che, sommate ad altro, a parere della maggioranza punterebbero a insinuare dei dubbi sulle effettive motivazioni che hanno spinto il sindaco a dimettersi. 

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«Giordano – dichiara al riguardo a “Il Vibonese” il vicesindaco Tonino Prestia, affiancato dall’assessore ai Lavori pubblici Nicola Fogliaro e dal consigliere Salvatore Pedullà – sta facendo sciacallaggio politico, per giunta sulla pelle e sulle condizioni di salute del primo cittadino. Capisco la sua spasmodica voglia di fare il sindaco di Mileto, ma rimango della convinzione che, anche qualora Rosetta confermasse le sue dimissioni e si andasse alle elezioni, lui non riuscirà ad occupare quella poltrona. Le dimissioni sono dovute solo a motivi di salute. Se poi qualcuno vuole insinuare che dietro ci sia dell’altro, allora se ne assumerà le responsabilità». La maggioranza non ha nemmeno digerito il presunto tentativo del leader di “Città futura” «di cavalcare la tigre e di arrogarsi meriti che non ha» sulla vicenda del mancato pagamento degli stipendi agli operati della ditta Muraca, titolare del servizio di raccolta differenziata. «La prima cosa che ha fatto il sindaco al momento del suo insediamento – rivendicano i tre esponenti di “SiAmo Mileto” – è di chiamare il titolare della Muraca, «in modo da capirne i termini e di tentare di risolverne la questione. Non vogliamo prenderci meriti, in quanto da amministratori della cosa pubblica riteniamo semplicemente di fare solo il nostro dovere. Per onestà è giusto dire, però, che sin da subito abbiamo dimostrato di avere a cuore la risoluzione della problematica e che ci stiamo impegnando al massimo per far sì che agli operai venga garantito un loro sacrosanto diritto. Come puro atto di cortesia – aggiungono – la titolare dell’Ufficio di ragioneria Mirella Di Vita su nostra richiesta è ritornata dalle ferie per dare atto al mandato di pagamento nei confronti della ditta, erogato in ritardo non per colpe da imputare al Comune». 

Il duro intervento del vicesindaco e degli altri esponenti di maggioranza termina rimarcando le tante cose fatte e che si stanno facendo, «a dimostrazione che anche in questi delicati frangenti l’amministrazione non sta rimanendo con le mani in mano. Abbiamo risolto l’annosa questione dell’illuminazione di Piazza Italia – concludono – rimasta per lungo tempo quasi al buio, ci stiamo adoperando per risolvere le infiltrazioni che stanno interessando il tetto ricadente tra la Casa comunale e la Scuola media, abbiamo svolto dei sopralluoghi per la sistemazione del tetto dell’asilo di Paravati, abbiamo ripristinato degli impianti d’illuminazione a Comparni da tempo non funzionanti».

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