Corsi di meditazione in Parlamento, la proposta della Nesci fa proseliti

Già nella passata legislatura la parlamentare tropeana si era fatta promotrice della richiesta che ora trova sponda tra i colleghi. La deputata: «Non è un vezzo new age ma un’esigenza rivoluzionaria»

Già nella passata legislatura la parlamentare tropeana si era fatta promotrice della richiesta che ora trova sponda tra i colleghi. La deputata: «Non è un vezzo new age ma un’esigenza rivoluzionaria»

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Ora et labora”, da motto benedettino a nuovo stile di vita grillino. Le pratiche meditative cominciano a far breccia nella compagine parlamentare pentastellata, che per gestire lo stress e le fatiche connesse al nuovo ruolo di forza di maggioranza e di governo potrebbe presto trovarvi in esse una “valvola di sfogo”. Tra i deputati M5S – riferisce l’Adnkronos -, c’è infatti chi pensa di organizzare dei corsi di meditazione alla ripresa dei lavori dopo la pausa agostana. Idea che nel corso della passata legislatura era già stata avanzata dalla deputata tropeana Dalila Nesci e che nell’attuale gruppo alla Camera starebbe riscuotendo consensi e facendo proseliti. Tra questi c’è la portavoce campana Carmen Di Lauro, che ha deciso di porre il tema della salute e del benessere mentale al centro della sua attività parlamentare. Uno degli obiettivi di “Parole guerriere”, i seminari filosofici organizzati dalla deputata Dalila Nesci, è proprio quello di “portare la cultura della meditazione, dell’ascolto interiore e dell’auto-conoscimento dentro i palazzi della politica, magari con l’istituzione di una Sala di Meditazione dentro la Camera dei deputati”, come si legge sul blog paroleguerriere.info, dove viene illustrato il “manifesto programmatico” dell’iniziativa lanciata dall’esponente grillina. “Parole guerriere” intende “contribuire alla realizzazione di una rivoluzione culturale e democratica, che risulta ormai ineluttabile, sia contestando il sistema neoliberista dominante, sia elaborando gli elementi fondamentali di una nuova cultura”.

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I 10 seminari finora organizzati dalla Nesci hanno avuto come relatori big 5 Stelle come Roberto Fico, Luigi Di Maio, Nicola Morra, Alessandro Di Battista, Paola Taverna, Virginia Raggi, Enrica Sabatini, Tiziana Beghin, Andrea Cioffi ma anche esponenti di altre forze politiche come il senatore della Lega Alberto Bagnai. E proprio in occasione dell’ultimo incontro dal titolo “Sovranità, Italia, Europa: quale Unione?”, organizzato a Montecitorio due mesi fa, i promotori dell’iniziativa hanno chiesto al presidente Fico di istituire all’interno della Camera uno spazio ad hoc dedicato alle attività meditative. La terza carica dello Stato accoglierà la richiesta dei pentastellati? In vista dell’autunno caldo, tra la manovra finanziaria e il possibile braccio di ferro con Bruxelles sui conti, certo è che un po’ di sana meditazione non guasterebbe

Nelle ultime ore si era con insistenza parlato della proposta di istituire delle vere e proprie sale yoga. Circostanza che la stessa Nesci ha chiarito in questi termini: «smentisco categoricamente di aver parlato della necessità di una “sala relax per consentire ai parlamentari di fare yoga”. Ho già avuto modo di ribadire che la mia proposta, della quale discuterò i dettagli con le colleghe e i colleghi del Movimento 5 Stelle, pronta ad accogliere ogni suggerimento, ha un solo obiettivo: quello di consentire ai parlamentari di lavorare meglio nell’interesse della collettività senza che l’attività che proponiamo comporti oneri per le casse dello Stato. Si tratta semplicemente di individuare degli spazi all’interno delle Camere per consentire ai deputati e senatori, che vorranno farlo, di partecipare – ovviamente fuori dagli orari dell’attività parlamentare e senza alcun costo aggiuntivo per il Parlamento – a momenti di formazione sulle pratiche di consapevolezza, concentrazione mentale e meditazione. Offrire ai parlamentari un’introduzione alle pratiche di concentrazione e di consapevolezza, in tal senso, significa contribuire a superare quelle forme di pensiero superficiale e inutilmente violento, in cui spesso finisce il dibattito politico. Non si tratta quindi di un vezzo “new age”, ma di una profonda esigenza rivoluzionaria che ritiene che oggi solo un mutamento della coscienza possa affrontare le sfide planetarie e nazionali che abbiamo di fronte. Questa consapevolezza è ormai condivisa da pensatori laici, cristiani o appartenenti ad altre tradizioni spirituali, da Jeremy Rifkin a Naomi Klein, dal Dalai Lama fino a Papa Francesco».

E ancora, difendendo il suo ciclo di seminari, aggiunge: «Parole guerriere seminari rivoluzionari, che ha realizzato già ben dieci seminari alla Camera dei deputati, nasce con questo obiettivo: riappropriarsi del tempo per riflettere su noi stessi e sul mondo che ci circonda, all’interno di “spazi di elaborazione del pensiero” come li ha definiti il presidente Roberto Fico. Il nostro è un contribuito che va ad aprire una prospettiva politica del tutto originale e all’avanguardia in questa fase di crisi gravissima della democrazia europea».