Comune Vibo e convocazione del Consiglio, Muratore: «Firme di Vibo Unica non autentiche»

La richiesta avanzata per discutere il 10 settembre dell’emergenza rifiuti. Secca la replica di Claudia Gioia: «Illazioni e il disconoscimento delle firme è prerogativa solo dei diretti interessati»

La richiesta avanzata per discutere il 10 settembre dell’emergenza rifiuti. Secca la replica di Claudia Gioia: «Illazioni e il disconoscimento delle firme è prerogativa solo dei diretti interessati»

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“Sarà capitato a qualcuno di noi, durante gli anni di scuola, di ricopiare la firma dei nostri genitori per giustificare un’assenza. Ebbene, i nostri genitori si limitavano a sgridarci o a darci una punizione o, ancor peggio, un ceffone sapendo che quella nostra condotta rappresentava una maleducazione. Oggi rappresenterebbe un vero e proprio illecito dal momento che l’insegnante e il preside sono dei pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni”. Questo l’incipit di una nota del consigliere comunale Giuseppe Muratore che, dopo aver letto la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale da parte di sette consiglieri del gruppo “Vibo Unica”, solleva dubbi “sull’autenticità delle firme” da parte degli stessi consiglieri i quali, ad avviso dello stesso Muratore, appaiono “grossolanamente anomale”. Lo stesso Giuseppe Muratore si affretta però a dichiarare che non tocca a lui stabilirne l’autenticità, “ma qualora fosse vero, personalmente, la definirei una leggerezza da parte del gruppo Vibo Unica costituito da esimi avvocati e professionisti i quali, oltretutto, si ergono a paladini della legalità. Qualora le firme apposte sul documento non fossero autentiche – afferma Muratore – non ci si potrebbe limitare ad un ceffone”. Il consigliere comunale ha quindi deciso di porre “la questione pubblicamente per un fatto squisitamente giuridico a difesa degli stessi proponenti e, trattandosi di un ordine del giorno di grande rilevanza, per evitare che gli eventuali atti approvati possano essere dichiarati nulli. Ripeto – conclude Muratore – qualora fosse vero, ma lo è, chiedo pubblicamente al sindaco, agli uffici di presidenza e al segretario generale di verificare la veridicità delle mie supposizioni e, nel caso, di procedere all’annullamento della convocazione del Consiglio comunale del 10 settembre prossimo. Naturalmente tutta la maggioranza sarà pronta ad affrontare con più serenità l’ importante tema sui rifiuti ma solo dopo che la richiesta di convocazione da parte del gruppo Vibo Unica risulti fatta rispettando le procedure previste dalla legge. Ricordo che proprio ultimamente il gruppo Vibo Unica ha condotto una  battaglia contro un bando, poi annullato, i cui presupposti legali erano insufficienti . Riconosca quindi la leggerezza e rientri anch’esso nella legalità. Mancano pochi giorni alla riapertura delle scuole, non cominciamo male”. Arriva a stretto giro di posta la replica del consigliere comunale Claudia Gioia, fra l’altro avvocato di professione, in qualità di capogruppo di Vibo Unica.  “In riferimento alle illazioni espresse dal consigliere Muratore, che ipotizza la non autenticità delle firme apposte in calce all’ordine del giorno sui rifiuti, in qualità di capogruppo di Vibo unica evidenzio quanto segue: è noto che il disconoscimento delle firme è una prerogativa dei soggetti direttamente interessati e non del consigliere Muratore, noto per le sue bizzarrie e per le sue manifestazioni che, come nel caso di specie, risultano prive di qualsivoglia consistenza e che rappresentano una evidente provocazione nei riguardi di un gruppo che, con forza e determinazione, sta portando avanti battaglie coraggiose nell’interesse del territorio. Non accettiamo, inoltre, nessuna lezione di legalità da parte del consigliere Muratore avendo, il nostro gruppo, fatto di tale valore il presupposto di ogni condotta istituzionale. Del resto, i fatti parlano chiaro”. 

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