Vibo perde 6 milioni di euro per le periferie, il Consiglio si mobilita

Il blocco dei fondi a livello nazionale colpisce anche il capoluogo provinciale, che avrebbe potuto riqualificare la zona degli ex mercati generali e quella di località Maiata. Russo (Pd): «Reagiamo uniti»

Il blocco dei fondi a livello nazionale colpisce anche il capoluogo provinciale, che avrebbe potuto riqualificare la zona degli ex mercati generali e quella di località Maiata. Russo (Pd): «Reagiamo uniti»

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

I Comuni calabresi non si rassegnano al blocco dei fondi per le periferie, il programma nazionale di riqualificazione delle aree più degradate da un miliardo e 600 milioni di euro (2,7 miliardi se si considerano anche i cofinanziamenti) che è stato stoppato dalla Camera con un emendamento al decreto Milleproroghe. 

Informazione pubblicitaria

Neppure Vibo Valentia ci sta a perdere i “suoi” 6 milioni di euro, che salgono a oltre 8 con il computo degli investimenti privati preventivati.  

«In occasione del prossimo Consiglio comunale – si legge in una nota – verrà presentata, dal capo gruppo del Partito democratico Giovanni Russo, in forma condivisa da altri gruppi consiliari, una mozione con la quale si chiederà al sindaco Elio Costa di manifestare al Governo e ai parlamentari eletti nella nostra regione la assoluta contrarietà del Comune di Vibo Valentia al provvedimento, contenuto nel decreto-legge cosiddetto Milleproroghe, che dispone il differimento al 2020 dell’efficacia delle convenzioni concluse».

Le convenzioni in questione sono quelle sottoscritte dal precedente governo Gentiloni con le 9 Città metropolitane e i 239 Comuni coinvolti nella realizzazione di 96 grandi progetti di riqualificazione, quel “rammendare le periferie italiane” auspicato dal senatore a vita Renzo Piano durante l’approvazione a suo tempo del piano. Un rammendo che per Vibo significherebbe riqualificazione della zona degli ex mercati generali (foto) e la realizzazione di un parco e una pista di atletica in località Maiata. Questo, infatti, è il progetto finanziato e denominato –  in maniera a dire il vero un po’ random – “In periferia si può vivere assieme”. 

Nel documento che verrà discusso durante la prossima riunione dell’assise cittadina, si chiede inoltre al primo cittadino di «attivarsi presso tutte le sedi istituzionali coinvolte e di avviare ogni iniziativa utile a preservare il piano nazionale per le periferie ed in particolar modo il progetto che riguarda la nostra città».

Una mobilitazione più di forma che di sostanza, visto che i singoli Comuni possono ben poco se non ingrossare le fila degli scontenti e dare manforte alla loro associazione, l’Anci, che sia a livello nazionale che regionale, sulla questione sta alzando la voce da settimane senza però, almeno per ora, grandi risultati. Anzi, nella recente audizione a Montecitorio delle rappresentanze comunali (per la Calabria c’erano il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, e il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà), è stato detto chiaro e tondo che indietro non si torna e almeno fino al 2020 i fondi restano bloccati.

«Evitare questo autentico scippo al nostro Comune dovrebbe essere nell’interesse di tutti al di là dei partiti – conclude il consigliere Russo, nell’auspicio che la mozione venga votata all’unanimità -. Mi auguro quindi che tutti i deputati eletti nel nostro territorio si faranno sentire dal Governo e dal Parlamento. È una misura che riguarda i cittadini, la sicurezza del territorio, lo sviluppo economico e il lavoro: queste risorse sarebbero infatti un’iniezione importante per un comparto, che sta ancora cercando l’uscita dalla crisi».