giovedì,Luglio 29 2021

Impianto solare all’ospedale di Tropea, spreco di denaro e progetto ritirato dall’Europa

Interrogazione dell’eurodeputata Laura Ferrara del M5S e risposta della Commissione europea, mentre pende una richiesta di risarcimento dinanzi alla Corte dei Conti

Impianto solare all’ospedale di Tropea, spreco di denaro e progetto ritirato dall’Europa
Laura Ferrara

«Continuo a ricevere notizie di progetti ritirati dai programmi operativi. Gli ultimi di cui mi dà notizia la Commissione europea riguardano il progetto Prometeo che vedeva, fra gli altri, beneficiarie le Asp di ViboValentia e Cosenza».
In una recente risposta all’eurodeputata del Movimento Cinque Laura Ferrara, la Commissione europea, evidenzia l’ennesimo fallimento di alcuni progetti in Calabri e fra questi anche l’impianto termodinamico a concentrazione solare dell’ospedale di Tropea, che avrebbe dovuto produrre energia termica ed elettrica, ma che non è mai entrato in funzione. L’opera, secondo la Guardia di finanza, non poteva essere realizzata e dinanzi alla Corte dei Conti è stato ipotizzato un danno erariale per 967.310,13 euro.[Continua in basso]

Le autorizzazioni mancate

L’opera, che era ritenuta di notevole interesse pubblico è stata realizzata, senza le dovute autorizzazioni, in un’area gravata da vincoli paesaggistici e sismici. Da qui l’adozione, da parte del Comune di Tropea, di un ordine di demolizione e rimessa in pristino dei luoghi, con conseguente inutilizzabilità dell’impianto realizzato, che infatti non è mai stato nemmeno collaudato e attualmente versa in stato di totale abbandono. L’opera, costituita da 35 “ombrelli” fotovoltaici (concentratori solari) per la produzione di energia elettrica e da quattro apparati a cogenerazione è stata realizzata non solo in assenza dei prescritti permessi a costruire che avrebbe dovuto richiedere al Comune di Tropea, ma addirittura senza nemmeno denunciare preventivamente l’esecuzione dei lavori al Genio Civile. L’impianto non avrebbe comunque mai potuto essere omologato, in quanto per di più era stato costruito in difformità rispetto alle norme tecniche per i manufatti in cemento armato e non aveva ottenuto né l’autorizzazione paesaggistica né la valutazione sismica.

L’intervento di Laura Ferrara

«Nella mia interrogazione – scrive la Ferrara – chiedevo maggiori informazioni sui finanziamenti comunitari del Por Calabria/Fesr 2007-2013, Asse II Energia, Linea Intervento 2.1.1.1., con i quali è stato finanziato il progetto “Prometeo” che vede, fra gli altri, beneficiarie le Asp di Cosenza e Vibo Valentia per la realizzazione di impianti termodinamici a concentrazione solare per la produzione di energia termica ed elettrica. Si tratta in entrambi i casi di impianti solari installati e mai entrati in funzione perché abusivi, a Cetraro come a Tropea. Tale importante risparmio energetico si sarebbe compiuto, peraltro, al servizio di due strutture ospedaliere pubbliche: l’ospedale “Iannelli” di Cetraro e il presidio ospedaliero di Tropea.
Oltre al danno, la beffa – commenta la parlamentare europea del M5S – perché gli impianti di Cetraro e Tropea, nello specifico non sono mai entrati in funzione in quanto realizzati in aree i cui vincoli paesaggistici e sismici non ne avrebbero permesso l’installazione. Su entrambe le opere, infatti, pende un ordine di demolizione e ripristino dei luoghi. La Regione Calabria, alla luce della non funzionalità dei progetti li ritira e chiede la restituzione delle cifre erogate finora alle aziende sanitarie. Non solo i pannelli non potranno essere utilizzati per produrre energia a favore di strutture pubbliche, ma il loro costo graverà pesantemente sulle casse pubbliche. Oltre due milioni di euro di fondi comunitari letteralmente sprecati e altre risorse pubbliche dovranno essere impegnate per il futuro smantellamento degli ombrelli fotovoltaici mai entrati in funzione. Ciò si sarebbe potuto evitare attraverso un sistema di controllo e monitoraggio più attento da parte delle autorità preposte e quindi la stessa Regione che si accorge solo a cose fatte che non ci sono i presupposti tecnici e legali per tali installazioni».

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