martedì,Luglio 27 2021

Comune Vibo, Scuglia: «L’esternalizzazione dei servizi? Scelta obbligata»

Il segretario e dirigente chiarisce i passaggi che hanno portato l’amministrazione a questa decisione. E assicura: «Nessun maggiore costo»

Comune Vibo, Scuglia: «L’esternalizzazione dei servizi? Scelta obbligata»
Domenico Libero Scuglia, segretario generale e dirigente ad interim al Comune di Vibo Valentia

«Continuano a essere pubblicati articoli sulla esternalizzazione di alcuni servizi comunali, che purtroppo sono una scelta obbligata di fronte ad una grave carenza di organico, ad un’impossibilità assoluta di assunzione di personale sino al 2022 e a scadenze perentorie. E che non costituiscono un maggior costo per la comunità, come erroneamente rappresentato, ma l’unica soluzione per garantire servizi e adempimenti vari. E passo a spiegare il perché… ». A parlare è Domenico Scuglia, segretario generale e, ad interim, dirigente Risorse umane, Lavori pubblici, Bilancio, Tributi, Ambiente, Organi istituzionali al Comune di Vibo Valentia, il quale aggiunge che «la scelta di esternalizzare i servizi è troppo delicata per essere presa al volo, senza pensieri o semplicemente perché “è meglio così” oppure “mi libero di un problema”». E, poi, che la legge chiarisce che “le pubbliche amministrazioni sono autorizzate, nel rispetto dei princìpi di concorrenza e di trasparenza, ad acquistare sul mercato i servizi, originariamente prodotti al proprio interno, a condizione di ottenere conseguenti economie di gestione e di adottare le necessarie misure in materia di personale”. [Continua in basso]

Tutti i motivi di una scelta

«Insomma – sottolinea Scuglia – è una scelta molto delicata che passa anche da un atto motivato e supportato da dati chiari, oggettivi e trasparenti. Non vanno poi nemmeno dimenticate le questioni organizzative. Tra queste, grande rilievo per i Comuni, a seguito del blocco delle assunzioni, riguardano la presenza nell’ente di una sola persona che potrebbe svolgere talune attività.  Cosa accadrebbe in caso di assenza? E come gestire le ferie in presenza di un’attività che deve essere garantita in periodi ben determinati? Come fare quando in un’unica data si concentrano scadenze di procedimenti particolarmente complessi quali bilancio, rendiconto di gestione, riscontro note Corte dei Conti ed un’attività ordinaria che assorbe gran parte se non tutta la giornata lavorativa. Ci siamo, pertanto, chiesti se alcuni procedimenti avrebbero potuto essere esternalizzati. Insomma – precisa sempre il segretario di Palazzo Luigi Razza – la valutazione se esternalizzare o meno è molto dettagliata ed in alcune situazioni un vero e proprio percorso obbligato. Sul mercato gli operatori propongono servizi estremamente diversi e differenziati ma che richiedono una valutazione tecnico-giuridica tipica della professionalità, atteso che gli adempimenti necessari richiedono un’attività strettamente professionale, complessa ed articolata, che non si esaurisce in un mero compimento di operazioni materiali di calcolo. Gli approfondimenti sulla valutazione se esternalizzare o meno stanno in tre punti, derivano dalla classica analisi Swot, e rispondono – riferisce Scuglia – alle seguenti domande: come possiamo utilizzare e sfruttare ogni punto di forza della scelta di esternalizzare? Come si possono sfruttare al meglio le opportunità della scelta? Come possiamo limitare i rischi (o fattori negativi) di una esternalizzazione?».

Le risposte agli interrogativi

Ecco ciò che il segretario ha risposto. «Prima di tutto i punti di forza: in caso di cessazione dei dipendenti addetti, il servizio può continuare senza interruzioni di sorta; non vi è il problema della gestione delle assenze o delle ferie degli operatori; minori costi di formazione, minori tempi di aggiornamento e di costi per il software. Poi l’aumento delle opportunità: il personale prima impiegato nell’elaborazione può essere riqualificato; maggiore sicurezza di correttezza dal punto di vista fiscale e previdenziale, nel contesto di una materia normativa che cambia quasi quotidianamente; possibilità di abbinare al servizio di elaborazione un più completo servizio di supporto anche in ambito giuridico. Quindi la riduzione dei rischi: affidarsi a soggetti esterni qualificati; valutare le procedure di affidamento del servizio all’esterno tenendo conto che tali attività non potranno essere valutate esclusivamente rispetto ad un “prezzo al cedolino”; sfruttare al massimo la standardizzazione che segue il processo esternalizzato; creare garanzie per la proprietà, disponibilità ed uso dei dati elaborati; richiedere al soggetto esterno un addetto dedicato specificatamente all’ente di riferimento». [Continua in basso]

Conclusioni

Sulla base di tutto ciò, al Comune di Vibo Valentia si è, dunque, proceduto nelle scorse settimane all’esternalizzazione di alcuni servizi (ufficio paghe, tributi e ancora), mentre altri sono in corso di predisposizione (servizi cimiteriali, supporto rup, lavori pubblici e altri ancora). Questi “costi” – puntualizza in merito il dirigente – «sono ben valutati nel momento in cui si effettua la verifica delle “economie di gestione” che sono tutt’altro rispetto al risparmio di bilancio che pure c’è, in quanto, oltre all’economicità, devono tener conto dell’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa e del rispetto dei termini perentori delle scadenze». Infine, un’ultima precisazione sulle modalità di affidamento diretto: «Per gli importi in questione la scelta praticata dagli uffici, dati i modesti importi che vanno depurati dall’Iva, come chi conosce la materia ben sa, alla luce del decreto semplificazioni, è la modalità imposta come chiarito dalle circolari ministeriali in materia», chiude Scuglia.

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