Sindaco Brosio incandidabile, a San Calogero si dimettono tre consiglieri di minoranza

Maruca, Preiti e Zinnà criticano la maggioranza per il sostegno al primo cittadino e sostengono di «non voler essere complici di scelte che dimostrano scarso senso civico e poco rispetto delle istituzioni»

Maruca, Preiti e Zinnà criticano la maggioranza per il sostegno al primo cittadino e sostengono di «non voler essere complici di scelte che dimostrano scarso senso civico e poco rispetto delle istituzioni»

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Il Comune di San Calogero
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Giuseppe Maruca, Giuseppe Preiti e Vincenzo Zinnà, non sono più consiglieri comunali a San Calogero. I tre rappresentanti d’opposizione, eletti nelle liste “Libertà” e “Uniti per San Calogero”, hanno infatti rassegnato le proprie dimissioni in aperta polemica con la maggioranza. «Tale scelta, non priva di turbamento interiore» come spiegano in una lettera inviata al prefetto di Vibo Giuseppe Gualtieri, «è motivata in primis dalle risultanze processuali della Corte d’appello di Catanzaro, culminate con la sentenza che ha decretato l’incandidabilità di Nicola Brosio, attuale sindaco di questo Comune, e dal comportamento dell’intera maggioranza consiliare, la quale limitandosi a prendere atto della sentenza, continua a perpetrare una situazione di illegittimità, che, per come da noi già ampiamente denunciato, si protrae da diverso tempo. Ed infatti – proseguono – per come sua eccellenza il prefetto avrà modo di leggere, nell’ultima seduta abbiamo assistito ad una difesa estrema della figura del sindaco, culminata con la definizione della pronuncia della Corte d’appello di Catanzaro “ingiusta e superficiale”, dimostrando in tal modo poco rispetto nei confronti delle istituzioni, ma soprattutto dell’intera collettività». Aggiungo i tre consiglieri dimissionari: «noi, come denunciato in Consiglio, non vogliamo renderci complici di codeste scelte, che dimostrano poco senso civico e scarso rispetto e considerazione nei confronti delle istituzioni, ma del resto l’unico precipuo scopo che lega tutta la maggioranza alla poltrona va ricercata nella tutela di interessi particolari, da ultimo si veda la deliberazione in cui il sindaco, in maniera a nostro avviso illegittima, si è fatto riconoscere le somme versate a titolo di contribuzione professionale anche negli anni pregressi, nonostante l’Ente versasse in precarie condizioni finanziarie, sfociate successivamente nella dichiarazione di dissesto. A questo punto – concludono Maruca, Preiti e Zinnà -, piuttosto che renderci partecipi di tali gravi comportanti, preferiamo dimetterci e demandare le valutazioni dell’operato del sindaco e della sua maggioranza alle istituzioni, confidando che quest’ultime potranno in maniera definitiva rendere giustizia ed al contempo restituire l’onorabilità alla collettività sancalogerese che non merita un simile trattamento».   LEGGI ANCHEComune di San Calogero e antimafia: incandidabili il sindaco e due ex assessori 

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