Commissione parlamentare antimafia, entrano i vibonesi Mangialavori e Nesci – Video

Il senatore di Forza Italia e la deputata del Movimento 5 stelle tra i sei parlamentari calabresi chiamati a far parte dell’organismo. Il forzista: «Lo devo alla Calabria»; la grillina: «La lotta alle mafia coinvolga tutti». L’annuncio di Roberto Fico

Il senatore di Forza Italia e la deputata del Movimento 5 stelle tra i sei parlamentari calabresi chiamati a far parte dell’organismo. Il forzista: «Lo devo alla Calabria»; la grillina: «La lotta alle mafia coinvolga tutti». L’annuncio di Roberto Fico

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I parlamentari vibonesi Giuseppe Mangialavori, senatore di Forza Italia, e Dalila Nesci, deputata del Movimento 5 stelle, entrano a far parte della Commissione parlamentare antimafia. La nomina scaturisce dalle indicazioni del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e del presidente della Camera Roberto Fico che hanno contestualmente segnalato i componenti della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale; del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione; della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati. Della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, oltre a Mangialavori e Nesci, entrano a far parte anche i parlamentari calabresi Wanda Ferro, Jole Santelli, Margherita Corrado e Nicola Morra. «Ringrazio il mio partito, Forza Italia – ha scritto Mangialavori a proposito della nomina -, per avermi voluto tra i membri di uno degli organismi imprescindibili della nostra bella ma fragile democrazia. Sono orgoglioso e, al tempo stesso, sento forte la responsabilità di svolgere al meglio il mio lavoro, che sarà sempre orientato contro ogni forma di prevaricazione mafiosa. Lo devo a chi ha avuto fiducia in me, ai miei elettori, alla mia terra. Lo devo alla Calabria». (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

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Dal canto suo Dalila Nesci ha ricordato il suo impegno nel contrasto alla criminalità con particolare riferimento al Vibonese. «Mi sono occupata di problemi di ‘ndrangheta – ha affermato -, in Calabria, passata alla ribalta mondiale per la sua recrudescenza per esempio a proposito dell’assassinio, il 16 ottobre 2005, del vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, e della strage di Duisburg del 15 agosto 2007. Nei mesi scorsi, a Limbadi, si è verificato un nuovo episodio di sangue provocato dalla ‘ndrangheta: l’esplosione di un’autobomba per finalità ritorsive ha portato alla morte del giovane Matteo Vinci, vicenda che ho ricordato alla Camera dei Deputati». Concludendo, la deputata tropeana ha affermato: «Non mi resta che ribadire un pensiero, un’esortazione, un’eredità di Paolo Borsellino: “la lotta alla mafia deve essere un movimento culturale – aggiungo alimentato dall’esempio della politica e delle istituzioni, chiamate a una scelta netta e radicale – in grado di coinvolgere tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità, quindi complicità”».

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