Sant’Onofrio, scossone in consiglio comunale: si dimette Salvatore Bulzomì

L’ex consigliere regionale lascia i banchi dell’opposizione in aperta polemica con la maggioranza: «Qui tutto si svolge in modo non lineare, senza il rispetto dei valori non negoziabili di una democrazia, quali la libertà d’opinione e di critica» 

L’ex consigliere regionale lascia i banchi dell’opposizione in aperta polemica con la maggioranza: «Qui tutto si svolge in modo non lineare, senza il rispetto dei valori non negoziabili di una democrazia, quali la libertà d’opinione e di critica» 

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Il Comune di Sant'Onofrio
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Scossone all’interno del consiglio comunale di Sant’Onofrio. Il già candidato sindaco e attuale consigliere comunale d’opposizione del gruppo “Insieme per la rinascita”, Salvatore Bulzomì, ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico in aperta polemica con la maggioranza guidata dal sindaco Onofrio Maragò. L’amministrazione comunale, a parere dell’ex consigliere regionale, ha disatteso il suo ruolo mettendo in atto «strategie dannose e laceranti, che distruggono la speranza di porre in essere azioni positive. Due anni e mezzo di attività amministrativa attuata scrivendo una pagina nera contro Sant’Onofrio, un paese ormai ferito e svuotato, condotto allo smarrimento. L’arroccamento al passato esercitato dall’amministrazione comunale – prosegue Bulzomì -, l’abitudine di imbastire litigi contro comitati civici ed associazioni, la volontà di erigere un chiuso sistema di potere, l’accusa con ostilità rivolta agli altri di non sentirsi santonofresi, sono azioni che fanno male a tutti. Continuando in questa logica, non si passerà alla storia nel segno di una guida meritevole al servizio del pubblico bene. Per tutto ciò colgo, in questa mia esperienza, dinamiche che fanno capire che tutto si svolge in modo non lineare, senza il rispetto di alcuni valori non negoziabili di una democrazia, quali la libertà di opinione e di critica. E comprendo che il ruolo ricoperto non è più confacente alla mia indole». (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

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Quindi aggiunge: «Questo mio gesto contiene in sé il significato diretto a far rispettare la dignità del ruolo del Consiglio e garantire l’esercizio delle funzioni che allo stesso competono per legge. Ad oggi, i requisiti di democraticità, di rappresentanza e di costruttivo confronto tra le parti in seno al consiglio non sussistono più. Le puntuali interrogazioni, strumento essenziale dei controllo e di partecipazione, del gruppo consiliare Insieme per la Rinascita vengono affrontate superficialmente, secondo discrezionalità personali e non nel rispetto dei regolamenti ed ad esse non si fa alcun seguito di riscontro nei fatti e non si interviene per affrontare le tante questioni sollevate di grande rilevanza sociale. Vengono approvati il bilancio di previsione ed il rendiconto di gestione senza gli allegati imposti da precise norme, per come segnalato con interventi e documenti durante lo svolgimento delle sedute consiliari. Si confezionano argomenti privi degli atti essenziali, fino a non trattare prima della decisione, per strategia precisa e calcolata, le grandi scelte che incidono sul destino della comunità. Si lanciano, fuori dalla sede consiliare, fittizi allarmi di dissesto finanziario, accusando precedenti amministrazioni, per poi rinnegare il tutto per manifesta inconsistenza e tralasciando di dire che l’aver pensionato sei unità lavorative per eccedenza, con la conseguente definitiva perdita dei posti di lavoro, ha comportato un risparmio eccezionale, ancora oggi incrementato per essersi verificati altri pensionamenti di personale».

Bulzomì ne ha anche per la gestione di eventi pubblici. «Addirittura – scrive -, anche in occasione della collocazione dei busti riguardanti due compianti sindaci santonofresi, non si avverte la sensibilità di istituzionalizzare l’evento, convocando un consiglio comunale aperto, con la presenza di tutti i protagonisti della vita amministrativa, a cominciare dai sindaci che si sono succeduti nel tempo. Si sceglie, invece, di consegnare con leggerezza istituzionale, l’iniziativa a due cittadini, con metodo scombinato nella forma e nella sostanza, tutto diretto alla autocelebrazione politica». Quindi il ringraziamento «alle istituzioni civili, militari, religiose, alla segretaria comunale, ai dipendenti, alle associazioni sociali, alla stampa, ai componenti della lista “Insieme per la Rinascita” e rimetto il mandato di consigliere comunale, consegnandolo anche nelle mani dei cittadini, ringraziandoli di cuore per la fiducia e la condivisione delle azioni fin qui svolte. Compio questo scelta in piena coscienza, dopo attenta riflessione, persuaso di essermi impegnato con forza e decisione. Mi auguro che queste dimissioni servano a stimolare un sereno dibattito, da cui ripartire per creare gli spazi corretti di confronto che possano fare il bene della nostra cittadina ed al quale conto di contribuire, auspicando l’impegno dei giovani in prima persona per guardare al futuro con speranza e risalire la china».