mercoledì,Giugno 29 2022

Sant’Onofrio, Bulzomì affonda Maragò: «Mostrerà le sue contraddizioni»

Dopo la scelta del capolista e le pesanti dichiarazioni di Disì, non accenna a placarsi il caso politico nel locale centrosinistra che ora registra il pungente commento del candidato avversario.

Sant’Onofrio, Bulzomì affonda Maragò: «Mostrerà le sue contraddizioni»

Si è cacciato in un vicolo cieco la coalizione di centrosinistra in corsa per le prossime comunali di Sant’Onofrio. Il lancio della candidatura di Onofrio Maragò a capo dello schieramento che punta a tornare alla guida del municipio, anziché segnare l’avvio di un percorso costruttivo, ha finito per far emergere le laceranti divisioni interne.

Da quella scelta, come rivelato da ilvibonese.it, si è infatti da subito dissociato uno dei maggiorenti locali dei democrat, quel Giuseppe Disì già protagonista delle denunce sui tesseramenti gonfiati in vista del congresso provinciale e sulla gestione padronale del partito da parte della componente che fa capo a Bruno Censore.

Accuse altrettanto pesanti anche in relazione ai fatti politici locali, dove, a suo dire, la scelta è stata imposta e si starebbe tentando di «spacciare per rinnovamento una squadra su piazza da molti anni» che ambirebbe a tornare in pista «per prendersi una rivincita rispetto all’ultima esperienza ammnistrativa che ha visto il partito battere in ritirata prima dello scioglimento del consiglio». Di più, per Disì, anche in questo caso, forti sarebbero le pressioni esterne di chi (leggasi Censore) vorrebbe ancora una volta mettere il suo imprimatur sulle scelte locali.

Con buona pace del segretario dem cittadino, Giuseppe Ruffa, che ha continuato a battere la pista del percorso condiviso e dell’unità del partito nonostante in contemporanea gli piovessero addosso le bordate del dissidente Disì, determinato a non mollare la presa né il campo.

Sullo scottante caso interviene, in maniera irrituale, anche il candidato dello schieramento avverso, Salvatore Bulzomì. Il già vicesindaco di Vibo Valentia e ex consigliere regionale, corre per una coalizione che conta sul sostegno di Udc, Ncd e di una parte di Forza Italia.

A parere di Bulzomì, più che un centrosinistra unito, «fanno paura le parole del segretario del Pd che non si rende conto della pesantezza delle affermazioni che arrivano dall’altra sponda del partito locale. Forse qualcuno ha dimenticato – incalza – che fino a qualche mese addietro lamentava di non conoscere neppure il numero dei tesserati».

Da qui il giudizio netto che l’esponente del centrodestra dà delle coalizione concorrente. «Ritengo che il candidato, persona perbene, mostrerà presto le sue contraddizioni. E mi chiedo, pensando ai nomi che potrebbero formare la lista, dove sia il rinnovamento. Questo è soltanto il prosieguo di un’amministrazione finita male».

s. m.

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