La “sfiducia” delle opposizioni per Vibo popolare è un «Pavido atto giustizialista»

Solidarietà da Gregorio Polistina e Raffaele Arcella al sindaco Elio Costa all’indomani del documento firmato dai capigruppo: «E’ privo di significato politico se non accompagnato da motivazioni» 

Solidarietà da Gregorio Polistina e Raffaele Arcella al sindaco Elio Costa all’indomani del documento firmato dai capigruppo: «E’ privo di significato politico se non accompagnato da motivazioni» 

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Raffaele Arcella e Gregorio Polistina
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«Nella riunione del consiglio comunale di ieri si è preso atto della determinazione assunta dai gruppi d’opposizione nei riguardi del sindaco, verso il quale, attraverso un documento unitario privo di qualsivoglia motivazione e sottoscritto dai rispettivi capigruppo, viene comunicata la loro sfiducia. Le regole della politica, il buon senso, ma soprattutto il rispetto verso chicchessia, richiamano ad una formula universale che, in questi casi, è quella di dover manifestare compiutamente i motivi di un dissenso nelle opportune sedi di riferimento istituzionale ed in maniera quanto mai inequivocabile. Per questo riteniamo che ogni consigliere comunale, i cittadini, soprattutto il sindaco, abbiano il diritto di conoscere le reali motivazioni di un atto così severo». È quanto afferma in una nota il gruppo consiliare vibonese Popolari per Vibo, composto da Gregorio Polistina e Raffaele Arcella intervenendo sulla posizione assunta ieri dai capigruppo di quattro compagini consiliari che hanno firmato un documento politico nel quale si mette nero su bianco l’intenzione di non supportare più il sindaco Costa. «In questa fattispecie che riconduce alla figura di amministratore del sindaco, già apprezzato procuratore della Repubblica – chiariscono i due – tali motivazioni non possono essere lasciate in nessun caso a libere interpretazioni. Del resto anche le parti politiche che lo chiamano in causa, dovrebbero avvertire la responsabilità, nonché l’opportunità di evitare che il processo sommario da loro messo in atto possa essere riconducibile a ritorsioni di qualsivoglia natura nei confronti dello stesso sindaco. Questo per la decisione di qualcuno di questi Gruppi di non presentarsi più in aula facendo intendere di aspettare semplicemente le dimissioni del sindaco che sono dovute solo in presenza di oggettive e serie motivazioni».

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Per Polistina e Arcella «non si è mai visto, infatti, che un imputato venga condannato sommariamente senza nemmeno fargli conoscere i capi d’accusa. Questa posizione dei gruppi di opposizione è lo specchio di una politica mediocre e di una concezione arrogante dei rapporti umani». Tutto ciò premesso il gruppo Popolari per Vibo, intende evidenziare la circostanza «al solo scopo di poter verificare doverosamente la validità e la consistenza di tale iniziativa sulla quale, in presenza di motivazioni gravi e accertate, è anche loro dovere politico convergere. In mancanza di queste proposizioni il documento sottoscritto dai capigruppo di opposizione rimane un deplorevole, pavido e farsesco atto giustizialista privo di alcun significato politico. Rivolgono al sindaco tutta la loro solidarietà umana e politica e Io invitano a non cedere a tali dilettantistiche provocazioni fino a quando alle stesse non seguiranno serie, oggettive contestazioni politiche e amministrative che dovranno essere portate a conoscenza dei cittadini e di ogni singolo consigliere comunale».

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