Comune Vibo: conto alla rovescia per il sindaco Elio Costa

Poche ore e si conoscerà il destino della consiliatura. Per domani sono previste le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali 

Poche ore e si conoscerà il destino della consiliatura. Per domani sono previste le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali 

Informazione pubblicitaria
Luciano, Costa e Mangialavori durante il rimpasto in Giunta del 2017
Informazione pubblicitaria

Poche ore per conoscere il destino dell’amministrazione comunale di Vibo Valentia guidata dal sindaco Elio Costa. E’ infatti arrivata anche l’adesione da parte dei consiglieri comunali del Partito democratico a presentarsi domani mattina in Municipio per rassegnare le proprie dimissioni ponendo così fine anticipatamente alla consiliatura. Giovanni Russo in tal senso ricorda che il Pd per primo aveva proposto una mozione di sfiducia e quindi anche i Democratici si dicono favorevoli a ridare la parola ai cittadini per il turno elettorale di primavera. La città di Vibo Valentia, dunque, salvo improbabili sorprese dell’ultima ora, si appresta a vivere una nuova fase commissariale prima delle prossime elezioni amministrative (probabile l’accorpamento con le Europee di maggio). Una gestione, quella commissariale, che a dicembre era stata vista sfavorevolmente dal senatore di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori, secondo il quale anche la peggiore amministrazione comunale comunque eletta dei cittadini è “migliore di una fase commissariale”. Ieri, però, la “svolta”: Mangialavori ha deciso di “staccare la spina” al primo cittadino annunciando che i consiglieri comunali del gruppo “Liberali per Vibo” si recheranno domani in Municipio per firmare le proprie dimissioni. D’accordo per percorrere la stessa via anche il gruppo di “Vibo Unica” di Stefano Luciano e Claudia Gioia, che per primi avevano abbandonato otto mesi fa la maggioranza, e quello dei “Progressisti per Vibo” guidato da Antonio Lo Schiavo. Sulla carta, quindi, il sindaco non dispone più di una maggioranza e se i fatti saranno consequenziali agli intenti, domani Elio Costa dovrebbe non essere più primo cittadino. Il sindaco avrebbe voluto un “passaggio” in consiglio comunale per arrivare al suo defenestramento. Sentire in aula le “accuse” alla sua amministrazione ed al suo modo di amministrare per poi in tale sede magari replicare. Nulla di tutto ciò avverrà, con il primo cittadino che si ritrova quindi a rivivere la stessa situazione di 14 anni fa quando venne mandato a casa grazie alle dimissioni di chi l’aveva sostenuto in campagna elettorale: la colazione di centrodestra all’epoca guidata da Franco Bevilacqua e Michele Ranieli i cui consiglieri comunali rassegnarono le dimissioni nel 2005. Cambiano 14 anni dopo gli uomini, ma non la sostanza: la fine anticipata dell’amministrazione targata Elio Costa. Da domani, probabilmente, si aprirà la fase della ricerca delle responsabilità per una simile situazione e, di certo, alcuni fatti dovranno per forza di cose essere posti sul “piatto della bilancia”. Il sindaco, Elio Costa, ricorda infatti di aver amministrato Vibo Valentia prima con uno e poi con ben tre assessori designati da Giuseppe Mangialavori e in settori molto delicati: Lavori pubblici con Lorenzo Lombardo, che per un periodo ha avuto anche la delega all’Ambiente, il Commercio, le Attività produttive e lo Sport con Francesco Pascale (fedelissimo di Mangialavori) e infine l’assessore Raffaele Mancuca agli Affari generali ed al Personale. Bocciare quindi il solo operato del sindaco (che, sia chiaro, ha la sua enorme fetta di responsabilità quale capo dell’amministrazione comunale) e salvare invece quello di tali tre assessori di Forza Italia, con deleghe pesanti nell’ambito di un’amministrazione, non sarà opera facile da spiegare ai cittadini. Elio Costa paga certamente – e questo lo sa bene anche lui – il ritardo nel nominare la nuova Giunta dopo la consegna delle deleghe e le dimissioni da parte dei tre assessori di riferimento di Forza Italia e del suo coordinatore provinciale Giuseppe Mangialavori. Un ritardo ingiustificato che non ha fatto altro che isolare ancor di più il prmo cittadino ponendo Forza Italia dinanzi alla realtà: lo scontento crescente e dilagante dei cittadini dinanzi ad una città disamministrata ed alle prese con mille emergenze, dall’ambiente alla viabilità da terzo mondo, dal decoro urbano alle strisce blu piazzate senza criterio in ogni angolo, dalla mancanza di attenzione verso le frazioni sino alla mancanza di iniziative per rivitalizzare il commercio e l’intera città. Tutta colpa del sindaco, dunque? Difficile crederlo, ma di certo ci sarà tempo e modo per tutti di spiegare le proprie ragioni. L’unica cosa certa è che la città, dopo la bocciatura dell’operato della precedente amministrazione comunale targata Nicola D’Agostino (di cui nel 2015 si era fatto sostenitore il candidato a sindaco Franco Bevilacqua, sconfitto proprio da Elio Costa), continua a restare ultima in tutte le classifiche sulla qualità della vita e non solo, segno che nessun miglioramento (per certi versi, anzi, un arretramento) vi è stato negli ultimi dieci anni, con un secondo dissesto finanziario dietro l’angolo. Forse sarebbe davvero ora che chi ha gestito in passato, e gestisce oggi, le sorti della cosa pubblica a Vibo Valentia, qualche serio interrogativo iniziasse a farselo.      LEGGI ANCHE: Crisi al Comune, scioglimento del Consiglio più vicino, firma anche “Vibo Unica”

Informazione pubblicitaria

Comune di Vibo, anche i Progressisti verso le dimissioni

Crisi al Comune, i “Liberali per Vibo” annunciano le dimissioni

Il costo della democrazia al Comune di Vibo: ecco tutti gli importi per i consiglieri