Primarie Pd, dati definitivi: ecco la geografia politica del Vibonese

Un trionfo per Zingaretti che va ben oltre la media nazionale. A trascinare il segretario nazionale, ancora una volta, c’è l’ex deputato Bruno Censore. I dati Comune per Comune

Un trionfo per Zingaretti che va ben oltre la media nazionale. A trascinare il segretario nazionale, ancora una volta, c’è l’ex deputato Bruno Censore. I dati Comune per Comune

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Oltre 2800 iscritti in meno al seggio rispetto alle primarie del 2017, segno che i pezzi persi per strada si sono portati dietro anche i loro pacchetti di voti. Ma comunque una cifra considerevole per una provincia piccola come Vibo Valentia. Il Partito democratico ha portato al voto 10.034 militanti (10.022 i voti validi) per scegliere il nuovo segretario nazionale e i delegati all’assemblea. Confermate le previsioni della vigilia con la schiacciante vittoria di Nicola Zingaretti che nel Vibonese si è affermato con l’82,14% dei consensi (8.232 voti), seguito da Maurizio Martina (15,05%, 1.509 voti) e Roberto Giachetti (2,80%, 281 voti).

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Ma è ancora una volta la lettura “geografica” del dato a fotografare il peso politico all’interno del partito. Basti pensare che soltanto a Serra San Bruno, patria di Bruno Censore che è anche l’ideatore di “Calabria con Zingaretti” insieme a Carlo Guccione, hanno votato 1.076 persone, delle quali 1.055 proprio per la lista dell’ex deputato. Se a questi si sommano i voti dell’intera area delle Serre (Arena, Brognaturo, Fabrizia, Mongiana, Nardodipace, Simbario, Sorianello, Spadola) si arriva addirittura a 2.389 voti. Ad Arena – dove però era candidato il sindaco Antonino Schinella – su 413 voti totali ben 403 sono andati a Zingaretti versione Censore. A fronte di ciò, a Vibo Valentia e frazioni i votanti totali sono stati 706, dei quali 246 per “Calabria con Zingaretti” e 198 per “Piazza Grande con Zingaretti”, lista nella quale era candidata Assunta Achille, tra l’altro moglie del presidente provinciale del Pd Enzo Romeo, sponsorizzata dal presidente della Regione Mario Oliverio. Tra gli ormai ex centri di matrice democratica vi sono poi Pizzo e Filadelfia, amministrate rispettivamente da Gianluca Callipo e Maurizio De Nisi. Callipo si è defilato da tempo dalla politica attiva nel partito, arrivando nei mesi scorsi ad esprimere gradimento per il candidato del centrodestra alle regionali Mario Occhiuto. A Pizzo gli elettori delle primarie hanno scelto Maurizio Martina con 256 voti sui 383 totali, così come a Filadelfia, dove il segretario nazionale uscente, trainato dal vicesindaco (e candidato) Antonio Carchedi, ha agguantato 482 voti sui 613 totali. Certo, cifre lontane dalle primarie del 2017, dove qui a votare furono quasi 1.600 persone, con 1.350 che scelsero Matteo Renzi. Ma all’epoca Francesco De Nisi non aveva ancora abbandonato del tutto la barca dem. Zingarettiano-censoriano anche Ricadi, centro d’origine del consigliere regionale Michele Mirabello, dove hanno votato 308 persone, delle quali 252 hanno scelto la lista di corrente. E così, mentre a livello nazionale si celebra la «grande partecipazione democratica», a Vibo Valentia (come altrove, comunque) le primarie torneranno utili a qualcuno per far pendere dalla propria parte l’ago della bilancia quando si tratterà di decidere candidature. E pensare che nel capoluogo, fra qualche mese chiamato al voto, il Pd che tanto si dà da fare per gli appuntamenti elettorali interni, non è in grado di individuare l’unico candidato che conti per la collettività: il sindaco.

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