Crisi di maggioranza a Serra: il sindaco azzera la Giunta

Luigi Tassone dà seguito alla richiesta dei suoi consiglieri: «La situazione che si è creata richiede una rivisitazione degli assetti di governo»

Luigi Tassone dà seguito alla richiesta dei suoi consiglieri: «La situazione che si è creata richiede una rivisitazione degli assetti di governo»

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Luigi Tassone
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Il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, dando seguito alle richieste della sua stessa maggioranza, ha azzerato la giunta con apposito decreto. La situazione politica nel Comune della Certosa ha reso di fatto impraticabile la prosecuzione dell’amministrazione nell’assetto così come modulato fino a qualche giorno fa. Perché la spaccatura che si è venuta a creare all’interno del Pd, traino politico dell’amministrazione in carica, non poteva non avere ripercussioni anche sull’esecutivo. Nei giorni scorsi, infatti, con una dichiarazione pubblica, avevano abbandonato il partito il vicesindaco Valeria Giancotti, l’assessore Brunella Albano ed il consigliere Walter Lagrotteria; rimanendo però ben saldi ai ruoli amministrativi conferiti loro – nei primi due casi – dal primo cittadino, e comunque all’interno della lista “La Serra rinasce”. La decisione odierna giunge all’indomani della richiesta avanzata dal resto della maggioranza, rappresentato dai consiglieri Gina Figliuzzi, Francesco Zaffino, Antonio Gallè, Adele La Rizza e Maria Rosaria Franzè, di azzerare la giunta proprio alla luce degli ultimi accadimenti.

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Il primo cittadino, nel suo decreto, riporta infatti come «nell’attuale maggioranza determinata dal risultato elettorale si è venuta a determinare una situazione che richiede una riconsiderazione complessiva degli assetti di governo», che «non può prescindere da un azzeramento delle nomine assessorili conferite, con contestuale revoca delle stesse». Una spaccatura che avrebbe una sua logica in questioni che poco riguardano la città e i suoi cittadini. Sullo sfondo di questo strappo, infatti, vi sarebbe la mano del sindaco di Acquaro Giuseppe Barilaro, vicino al presidente della Regione Mario Oliverio, e dunque sul fronte opposto al serrese Bruno Censore. Un canale che Barilaro avrebbe aperto con i tre “dissidenti” serresi ai quali avrebbe prospettato un progetto politico alternativo a quello censoriano, proprio in ottica elezioni regionali.

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