Mileto, intera contrada senza opere di urbanizzazione: affondo di “Città futura”

L’associazione sollecita il Comune ad intervenire, ma nodi di carattere burocratico frenano l’avvio degli interventi e i cittadini restano senza servizi

L’associazione sollecita il Comune ad intervenire, ma nodi di carattere burocratico frenano l’avvio degli interventi e i cittadini restano senza servizi

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Il Comune di Mileto
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Mancata lottizzazione della zona Santa Venere della frazione Paravati di Mileto e conseguente mancanza delle opere di urbanizzazione e dei servizi viari essenziali, su questo ha nelle scorse ore puntato il dito l’associazione socio-politica “Città futura”, capitanata dal candidato a sindaco Salvatore Fortunato Giordano. Nella missiva indirizzata al commissario straordinario Sergio Raimondo e ai responsabili delle Aree tecnica e urbanistica del Comune, Giordano e l’altro rappresentante dell’associazione Rosario Castagna chiedono all’Ente territoriale di intervenire e ripercorrono le fasi che hanno fatto sì che, ancora oggi, «le strade intorno alle quali è sorto un vero e proprio quartiere» risultino «delle autentiche mulattiere». I rappresentanti di “Città futura” ricordano, poi, «che la questione è stata posta ultimamente da tutti gli abitanti della zona, i quali hanno chiesto al Comune un intervento al fine di porvi rimedio», e, ancora, che nel 2015 il Tribunale di Vibo Valentia ha emesso una sentenza «con cui è stata respinta la domanda di indennizzo per occupazione di fatto avanzata dai proprietari formali nei confronti del Comune di Mileto». Il Consiglio comunale con delibera del 2017 ha accettato la proposta di cessione a titolo gratuito a favore dell’Ente pubblico, di alcuni terreni, «tra cui quelli che ricadono in zona, da parte dei proprietari formali». Tuttavia, lo stesso Ente ha successivamente risposto alla richiesta dei cittadini, «contestando che i terreni di che trattasi sarebbero tuttora di proprietà privata, invitando gli stessi privati ad apporre cartelli segnaletici della proprietà privata e del pericolo alla circolazione, esimendosi alcuna responsabilità in merito». 

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A sostegno di tale decisione, la tesi fondata sulla confutazione «che i proprietari originari, non avrebbero adempiuto alle norme a suo tempo esistenti, che prevedevano la lottizzazione mediante realizzazione a carico del privato delle opere di urbanizzazione e solo dopo la cessione delle aree al Comune». Decisione che, seppure fondata sugli atti richiamati, a modo di vedere di “Città futura” urta «con quella che è l’attuale situazione dei terreni de quo», visto che «il Comune ha adottato nel mese di maggio 2014 il nuovo Piano strutturale comunale. La pratica – prosegue l’associazione – è ancora pendente per disfunzioni e ritardi burocratici da parte del Comune di Mileto, che non provvede da tempo a valutare le osservazioni, a completare la documentazione mancante e a inoltrare il tutto alla Regione Calabria per la definitiva approvazione. In ogni caso, al momento vigono in detta zona le misure di salvaguardia. Essa con il nuovo Psc ha ottenuto una nuova destinazione urbanistica che consente l’intervento diretto, seppure con standard inferiori rispetto al passato». L’intervento di “Città futura” si conclude con la richiesta al Comune di voler riesaminare «la situazione alla luce delle nuove previsioni del Psc» e di ritenere, conseguentemente, «non più applicabile alla zona de quo la normativa sulla lottizzazione, quanto la possibilità di intervento diretto». E questo, «affinché le zone medesime vengano definitivamente acquisite al patrimonio comunale, mediante trascrizione degli atti», in modo da consentire all’Ente «di poter programmare nel prossimo futuro interventi manutentivi volti alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, e di rendere quindi fruibile l’area, non solo ai residenti ma all’intera popolazione».

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