Filadelfia, il gruppo di maggioranza: «Ecco perché non stiamo più nel Pd»

Il sindaco Maurizio De Nisi e i consiglieri che a lui fanno riferimento stigmatizzano le «lacerazioni e la mancanza di dialogo» tra i dem in provincia e rivendicano la possibilità di governare «guardando ai programmi e non alle ideologie» 

Il sindaco Maurizio De Nisi e i consiglieri che a lui fanno riferimento stigmatizzano le «lacerazioni e la mancanza di dialogo» tra i dem in provincia e rivendicano la possibilità di governare «guardando ai programmi e non alle ideologie» 

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Il Comune di Filadelfia
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Il sindaco, il capogruppo di maggioranza ed i consiglieri che fanno riferimento allo stesso gruppo che sostiene l’amministrazione comunale di Filadelfia, guidata da Maurizio De Nisi, «senza volere, in nessun modo, entrare in polemiche sterili ed improduttive di natura retroattiva, non condividono, però, alcuni passaggi politici che in questi ultimi giorni vengono ripetuti sulla stampa locale e regionale. Ed in tal senso credono fermamente di poter affermare alcuni concetti che, forse, e diciamo forse, si sono smarriti lungo il percorso politico-amministrativo di questi ultimi tempi». Per gli amministratori del centro dell’Angitolano «la circostanza che alcuni componenti della maggioranza non abbiano confermato la loro presenza in un partito (il Pd, ndr) dove le lacerazioni sono sotto gli occhi di tutti e non si fa altro che andare avanti a colpi di ricorsi per presunte irregolarità nelle nomine di rappresentanti di partito o candidati a posizioni politiche e/o istituzionali; dove il dialogo a livello provinciale e regionale era pressoché nullo, non può essere certo definito affrettato ed ingiustificato». Le scelte che hanno portato De Nisi e i suoi lontano dai dem, spiegano i diretti interessati, «sono state ponderate nel rispetto dei cittadini di un territorio umiliato da anni di isolamento da parte di organismi sovracomunali che tutto rappresentano tranne un pensiero di crescita e sviluppo civile-economico e sociale. Alcune scelte – rivendicano – vengono fatte non solo per motivi di allocazione politica ma nell’interesse comune, al fine di resistere al tentativo di negare i diritti ad un territorio che non ha nulla di meno rispetto ad altri baciati dalla dea politico-amministrativa. Tutte le posizioni devono essere rispettate, non solo quelle di chi  reputa di essere stato coerente dimenticando, forse, che in politica il voto ed il consenso dimostrano che i cittadini guardano più alle idee, ai programmi e non alle ideologie ormai trite e ritrite; dovremmo altrimenti accusare i milioni di votanti che hanno espresso il loro consenso nei confronti dei movimenti populisti come incoerenti o altro; ma il pensiero politico ed il voto sono in continua evoluzione e nessuno può ammantarsi di valori di coerenza a discapito di altri valori». In conclusione, per De Nisi e i suoi, «corre l’obbligo di ricordare a noi stessi, quando si parla di voglia di cambiamento, che il Pd locale governa, ora insieme al gruppo di maggioranza ed all’Udc, questa comunità da oltre un ventennio, facendo cose buone diciamo noi, rappresentando le esigenze di tutti e soprattutto dei giovani a cui le varie amministrazioni hanno sempre dedicato grande attenzione: dalla scuola, alle strutture sportive, alle associazioni, alla cultura, etc. Liberi pertanto di condividere legittimi percorsi politici, ma nel rispetto di tutte le posizioni e tenendo presente il passato ed il presente di ognuno di noi».

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