martedì,Novembre 30 2021

Comune Vibo, assistenti sociali non pagati: la Santacaterina non convince l’opposizione

L’assessore alle Politiche sociali: «Problemi legati alla rendicontazione». Il consigliere Lorenza Scrugli: «Un ente pubblico nega loro il diritto di essere retribuiti»

Comune Vibo, assistenti sociali non pagati: la Santacaterina non convince l’opposizione
L'assessore Rosamaria Santacaterina

«Il mancato pagamento degli assistenti sociali, in particolare quello relativo agli ultimi due mesi del loro incarico, maggio e giugno, è legato alla rendicontazione delle spese». Lo ha detto l’assessore alle Politiche sociali al Comune di Vibo Valentia Rosamaria Santaguida, rispondendo a una precisa interrogazione presentata dai consiglieri comunali Lorenza Scrugli (gruppo consiliare Vibo Valentia da Vivere), Elisa Fatelli (gruppo consiliare Con Vibo per Vibo) e Laura Pugliese (gruppo Misto), al fine di conoscere i motivi per cui 16 assistenti sociali, che hanno prestato servizio nei Comuni facenti parte dell’Ambito territoriale di Vibo Valentia, di cui Palazzo Luigi Razza è ente capofila, ancora oggi attendono di essere retribuiti. [Continua in basso]

La difesa dell’assessore

Il Comune di Vibo Valentia

L’assessore ha poi riferito durante il question time di ieri che il riconoscimento da parte dell’Autorità di gestione della spesa fino a poco tempo fa sostenuta si fermava a 24mila euro, «mentre la restante parte del finanziamento era stata tutta coperta con risorse dell’ente. Nella fase finale di rendicontazione, con il caricamento di tutte le spese, ci si è pertanto resi conto che molte di queste ultime erano state bloccate da parte dell’Autorità di gestione perché ritenute non ammissibili. Per esempio – ha continuato la Santacaterina – nel caso delle retribuzioni del personale quelle non strettamente legate alle ore effettivamente di lavoro o comunque riferite al periodo di ferie o di malattia. Quindi, si è reso necessario mettere un punto fermo alla rendicontazione fatta fino ad aprile, per cercare di capire se ci fossero delle criticità e dove fosse possibile andare a recuperare le risorse finanziarie. La rendicontazione ad oggi è stata integrata, siamo a un milione di spesa caricata e, dunque, queste due ultime mensilità non sono state retribuite perché, essendo spese legate all’Autorità di gestione, non era possibile riconoscere un importo che non sarebbe stato accettato. E il pagamento è stato bloccato, così come sono state bloccate le retribuzioni degli esperti. Adesso dobbiamo stabilire se con l’intercettazione delle domande di rimborso potremmo capire se queste mensilità potranno essere riconosciute. C’è da dire  – ha chiuso la titolare delle Politiche sociali – che il pagamento non era automatico, ma doveva sempre superare il vaglio del Ministero. Era specificato nei contratti che la retribuzione sarebbe stata commisurata alle ore di lavoro effettivamente svolte per conto dell’Ambito».  

L’attacco dell’opposizione

Lorenza Scrugli

Immediata la replica, durissima, del consigliere Lorenza Scrugli, la quale ha rimarcato il fatto che «si è chiesto a dei professionisti di continuare a prestare la loro opera, ma un ente pubblico nega loro il diritto di essere retribuiti. Un diritto acquisito e che, mi pare al massimo, qualora si fossero verificati dei problemi, sarebbe stato competenza di un settore, e contemporaneamente della parte politica, intervenire. In questo caso, dunque, mi si sta dicendo che è stata chiesta la loro opera, come contratto prevedeva, e sono stati tenuti a lavorare, ma oggi si nega il diritto di dare loro la giusta retribuzione. E per che cosa? Per una loro responsabilità – ha chiesto a tono la Scrugli in aula – o per quella di altri? Qualora, eventualmente, ci fossero stati degli errori nei loro permessi, la responsabilità è loro o di chi ha gestito il loro piano ferie e altro ancora? Non penso che questo ente possa continuare a punire questi professionisti. Se qualche errore c’è stato non è stato fatto dai lavoratori che hanno prestato la loro opera, che si vada a vedere cosa è accaduto realmente. Si riconosca il vero errore. Quelle persone hanno diritto a essere retribuite. Chi, dunque, dirige il settore vada a verificare perché si è verificato l’errore e, soprattutto, perché non ne ha parlato con la parte politica. Assessore – ha concluso il consigliere di opposizione – questa non è una risposta. Sedici figure professionali si trovano oggi ancora senza stipendio».

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